Zaia: «giù le mani dai Panevin e dai volontari»

By Redazione

Venezia, 4 Gennaio 2008 – «Il mio invito rivolto a tutti i veneti è quello di partecipare numerosi ai panevin», con queste parole il Vicepresidente della Giunta
Regionale del Veneto, Luca Zaia, invita i concittadini ad assistere ai numerosi fuochi che il 5 gennaio illumineranno la nostra regione.

«E a quanti lamentano rischi di inquinamento – continua Zaia – faccio notare che sono ben altre le fonti inquinanti e che non ci si può accanire con assurde polemiche contro una
usanza tenuta in vita soprattutto grazie al lavoro e all’impegno dei volontari, unici custodi delle nostre tradizioni popolari. Invece, non c’è niente di strano nel cercare di
salvaguardare le proprie tradizioni. In un’epoca in cui si parla di globalizzazione e internazionalizzazione, mantenersi saldi alle proprie radici e consapevoli della propria identità
non è un espediente per illudersi che il mondo non cambi è semmai la maniera per affrontare con maggior consapevolezza e sicurezza questo mondo in continua evoluzione. Conoscere
le proprie origini, vivere nella certezza delle proprie tradizioni aiuta a fare di noi degli uomini in grado di affrontare serenamente i rapidi cambiamenti a cui la nostra frenetica vita ci
sottopone, ci permette di identificarci in quei valori di cui è portatrice la nostra comunità e ci infonde quel senso di appartenenza grazie al quale non dovremmo più
sentirci tante bandierine in balia del vento dei cambiamenti».

«Fuive a matina ciol el sac e va a farina, Fuive al garbin tol su el caro e va al muin» – conclude Zaia – «sarà pure un detto popolare, ma girando per le strade del
trevigiano la notte della Befana, si potrà constatare come non ci sia borgo, paese o contrada privo del proprio falò. Il panevin è la più antica tradizione
trevigiana del mondo agricolo. E questo ha un significato che va oltre il rito in sé e la sua contingenza. Non si tratta, dunque, soltanto di stabilire quanto l’antica festa pagana sia
stata contaminata con l’Epifania della festa cattolica e il modo in cui l’antica tradizione sia mutata nel tempo. Quello che davvero acquista significato, ai nostri occhi, è l’evento in
sé. Il fatto che intere comunità si stringano attorno al fuoco per cancellare quanto di brutto è accaduto l’anno precedente, bruciando la Vecia, e per salutare il nuovo
anno illuminando con la luce dei falò le tenebre di un futuro ignoto».

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