Convegno: «i derivati finanziari e gli Enti Locali»

By Redazione

Cremona, 3 Dicembre 2007 – Il ricorso ai Derivati finanziari da parte degli enti Pubblici ed il prossimo Bilancio di previsione è il tema al centro del convegno promosso dal CISAL
(Comitato Istituzionale per gli Studi sull’Amminsitrazione Locale, questa mattina presso la sala consiliare della Provincia.

Dopo i saluti del Presidente della Provincia on. Giuseppe Torchio, sono intervenuti il direttore di Anci Lombardia, Pier Attilio Superti ed il segretario Provinciale Lega Autonomie Giuseppe
Azzoni.

Tra i relatori Giancarlo Penco, della Sezione regionale della Corte dei Conti della Lombardia, Pier Achille Lanfranchi (esponente Anci Lombardia e vice Sindaco di Fortunago) e Massimo Pollini,
presidente Dipartimento finanza Locale, personale e Sicurezza Anci Lombardia.
Un approfondimento necessario non solo per capire meglio, tutti insieme, quello che è scoppiato come un vero e proprio scandalo, nel quale non è facile capire chi siano i cattivi
e chi i buoni.
Capire, approfondire è utile perché, almeno così sembra, da operazioni finanziarie attraverso quei prodotti sono venuti danni a molti enti locali e ad alcune regioni
italiane, quindi, in definitiva, ai cittadini cui gli amministratori pubblici devono sempre fare riferimento.
“Dire, come pure diciamo, che noi, come Provincia di Cremona, non abbiamo utilizzato tali prodotti pur dopo averne valutato l’opportunità, non basta” ha commentato Torchio,
“Perché il mercato finanziario si è evoluto, perché i derivati fanno parte a pieno titolo di quel mercato e perché con quel mercato, che lo vogliamo o no, anche la
pubblica amministrazione, gli enti locali, devono fare i conti”.

Di fronte alle criticità emerse si è sviluppato un dibattito sull’opportunità di vietare l’utilizzo di prodotti finanziari derivati da parte degli enti locali.
Dai successivi interventi è emerso che il problema è semmai quello di un controllo, finanziario ed etico, su questo mercato e sull’utilizzo dei suoi strumenti, e poi di una
consulenza efficace e costantemente aggiornata nei confronti degli enti locali che intendessero accedervi.
La prudenza, giustamente invocata come modus operandi di amministratori e funzionari pubblici nel maneggiare denaro della comunità, non deve essere trasformata in timore paralizzante. I
derivati possono essere uno strumento importante per ridurre il rischio e l’onerosità di operazioni finanziarie sul debito cui necessariamente gli enti locali devono accedere. Si tratta
di fare in modo che questo resti, per quanto riguarda gli enti pubblici, l’obiettivo unico, vincendo, anche attraverso precise norme, ogni solleticazione speculativa volta a “fare cassa”.

La sfida, insomma, è ancora una volta sul fronte dell’informazione e della trasparenza. Ed è una sfida che dobbiamo raccogliere tutti, amministratori locali, istituzioni centrali,
banche, organi di controllo come la Consob per definire insieme regole di sistema che garantiscano tutti gli operatori, ma soprattutto garantiscano i nostri cittadini sul loro futuro sia di
amministrati, quindi dipendenti dalle capacità finanziarie delle amministrazioni, sia di risparmiatori sottoposti al collocamento di prodotti finanziari che potrebbero rivelarsi ad alto
rischio anche per loro.

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