Presentata la terza edizione di “Fare agricoltura”
30 Novembre 2007
Foggia, 29 Novembre 2007 – “Puntare sulla qualità e sull’innovazione tecnologica per rendere sempre più competitiva la nostra agricoltura”, così il presidente della
Provincia di Foggia, Carmine Stallone, e l’assessore provinciale alle Politiche Agricole, Antonio Angelillis, illustrano gli obiettivi della terza edizione del convegno “Fare agricoltura”,
presentato oggi a Palazzo Dogana.
L’evento, realizzato dalla Provincia in collaborazione con l’associazione “AssoBioGermo”, ha visto la partecipazione di Massimiliano Burgi, Ipogea Matera, Michele Florio, per la facoltà
di Agraria dell’Università di Foggia, Fabrizio Cillo, Cn – Istituto di Virologia Vegetale di Bari, Gabriele Alfano, Microbiologo Università del Molise, Massimo Ferrara,
dipartimento di protezione delle Piante e Microbiologia applicata – Università di Bari, Aurelio Ciancio, Cnr Bari, Vincenzo Simeone, Geologia applicata – Politecnico di Bari.
“La terza edizione di questo importante esperimento rappresenta il tentativo di consolidare il dialogo tra la Provincia di Foggia, le imprese, gli operatori e gli amministratori con l’obiettivo
di individuare nuovi e più efficaci strumenti di tutela per le nostre piante e le nostre produzioni. La vulnerabilità della nostra agricoltura determinata da eventi climatici o
dall’inquinamento, richiedono risposte sollecite e autorevoli”, afferma Angelillis che rimarca come l’obiettivo di “Fare agricoltura” “sia proprio quello di consolidare un dialogo sincero e
costruttivo tra le istituzioni, le associazioni di categoria, le aziende produttive, i liberi professionisti all’insegna di un’agricoltura sana, di qualità, competitiva e sostenibile.
Per questo abbiamo chiamato a raccolta alcuni tra i più importanti esponenti del mondo dell’associazionismo di categoria, dell’Università e del mondo della ricerca. Insieme
vogliamo scrivere nuove regole. I segnali incoraggianti che abbiamo ric!
evuto nel passato ci hanno, in sostanza, spinto a portare avanti questo esperimento di confronto, dialogo e partecipazione”.
Nel corso del convegno è stato discusso e ratificato un documento manifesto prodotto da AssoBioGermo. Di seguito il testo
Nonostante lo stretto legame che unisce le diverse forme di vita tra loro e tutte quante alla terra, da decenni l’uomo ha smesso di aver rispetto per le preziose risorse messe a disposizione
dal pianeta. L’incremento delle emissioni di Co2 e dei vari inquinanti, negli ultimi decenni, ha inciso sul clima mondiale, al punto tale da modificare forse irreparabilmente areali un tempo
fertili ed oggi a rischio di desertificazione; si assiste quindi ad un aumento globale della temperatura e a una diminuzione della quantità di piogge utili insieme ad un parallelo
aumento della frequenza di eventi catastrofici come tornadi e piogge torrenziali. Contemporaneamente a tutto ciò i reflui urbani ed industriali continuano ad inquinare i mari ed i fiumi,
mentre l’impiego massiccio (e spesso ingiustificato) dei pesticidi in agricoltura avvelena le acque di falda e il suolo.
Tuttavia non ignoriamo il fatto che, sebbene i complessi industriali e i grandi centri urbani siano i principali fautori della distribuzione dei diversi ecosistemi, anche i singoli individui si
“impegnano” da anni da abusare di risorse limitate come acqua ed energia, a volte per semplice disattenzione, a volte per pigrizia.
È necessario, quindi, coordinare le misure di riduzione delle emissioni degli inquinanti con l’attuazione di programmi di sviluppo economico e territoriale ecosostenibili, accompagnati
da una adeguata legislazione in materia ambientale che riguardi in particolar modo:
1. la bioindustria, la protezione degli ecosistemi e della biodiversità, considerando che ogni forma di vita è essenziale al proprio equilibrio ambientale e infrangere questo
equilibrio, ad esempio immettendo nell’ecosistema organismi geneticamente modificati, può avere conseguenze imprevedibili.
2. La gestione del suolo, onde evitare il degrado del patrimonio rurale e fenomeni di desertificazione del terreno
3. La gestione delle risorse idriche, in quanto l’acqua è un bene primario oltre che una risorsa limitata e il suo impiego può essere ottimizzato salvaguardano le caratteristiche
biotiche e abiotiche presenti in ogni suolo
4. L’agricoltura e lo sviluppo rurale, diminuendo le immissioni nell’ambiente di sostanze inquinanti e gli interventi che mettono in pericolo l’integrità geologica del territorio.
5. L’industria e l’energia. La ricerca negli ultimi anni si è impegnata a cercare fonti d’energia alternative ai combustibili fossili, che in ogni caso non saranno più disponibili
tra pochi decenni, ma che continuano ad essere la fonte di energia più sfruttata.
Enzo Pizzolo






