Peste suina: allarme inascoltato, o meglio, mal gestito per il tornaconto di qualcuno

Peste suina: allarme inascoltato, o meglio, mal gestito per il tornaconto di qualcuno

By Giuseppe

Newsfood.com 7 agosto 2024

Nota del  direttore

A volte mi chiedo se coloro che sono preposti a tutelare la nostra salute e i nostri interessi sono incapaci o ignoranti. Mi sorge il dubbio che alcune situazioni di emergenza siano costruite ad arte per sfruttare le potenzialità (spesso illegali o quantomeno con la connivenza di qualche disonesto).
Ci sono amministratori, pubblici e privati, che sperano in un’alluvione, un incendio, un disastro naturale, per poter insabbiare -“legalmente”- i tanti fantasmi che hanno nascosti nell’armadio. E ovviamente per lucrare il più possibile sugli aiuti pubblici e privati…Soprassediamo sui grandi dubbi sul Covid e le vaccinazioni…

Nel caso della peste suina stiamo assistendo ad un balletto che può portare a una situazione incontrollabile molto molto pericolosa e irrisolvibile.

Sono già stati abbattuti 50.000 maiali e, per legge, gli allevatori danneggiati (ovviamente i grandi)  riceveranno un congruo indennizzo. E qualcuno di questi, pare che riesca ad ottenere anche indennizzi non dovuti per migliaia di capi… abbattuti solo in modo virtuale.

Ma la domanda che bisogna sempre porsi è:

Cui prodest? …

Oltre al danno diretto, siamo costretti ad acquistare maiali dai grandi allevatori europei!

Riportiamo qui di seguito il comunicato stampa di Slow Food.

Giuseppe Danielli

 

Da: Ufficio stampa Slow Food Italia <stampa@slowfood.it>
Oggetto: Peste suina: gli allevamenti industriali non riducono i rischi, li moltiplicano
Data: 7 agosto 2024 alle ore 12:19:30 CEST

Redazione Newsfood.com
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