Disabilità ed emergenze: le scelte giuste, convegno del Vigili del Fuoco

Disabilità ed emergenze: le scelte giuste, convegno del Vigili del Fuoco

By Giuseppe

Disabilità ed emergenze: le scelte giuste. Un convegno del Vigili del Fuoco con le associazioni per capire e prevenire

 

Convegno “Supporto sociale di persone con disabilità e vulnerabilità in situazioni di calamità”

 

A cura di Assoedilizia Informa

Milano,  3 maggio  2024

 

di Saverio Fossati

Disabilità ed emergenze: le scelte giuste

Un convegno del Vigili del Fuoco con le associazioni per capire e prevenire

Di Saverio Fossati

Interventi in emergenza sui disabili, cosa significa davvero? A chiarire a i non addetti ai lavori l’operato dei Vigili del Fuoco ma anche i presupposti e gli erorri in cui cadono in molti in quelle situazioni è stato il convegno “Supporto sociale di persone con disabilità e vulnerabilità in situazioni di calamità”. Organizzato dal Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco con la collaborazione delle Associazioni  M’Impegno, Rumore Sociale, Croce Rossa, Milano Vapore, dall’Ospedale Policlinico di Milano e dalla Regione Lombardia e con la partecipazione di Portami per mano Onlus. Assoedilizia ha partecipato all’evento  con un pubblico numeroso, composto in larga parte dai Vigili del Fuoco. Un’occasione di formazione davvero importante per il mondo della solidarietà ma anche per chiunque si possa trovare in un edificio al momento di un evento emergenziale.

Tatiana Amato e Stefano Zanut

I saluti sono stati portati da Nicola Micele (comandante VvF di Milano), Riccardo Bettiga (garante dei diritti della disabilità Regione Lombardia), Lamberto Bertolè (assessore al welfare del Comune di Milano). Il delegato emergenze della Croce Rossa aderente al progetto Seas, Simone Arcangeli, Erika Ambrosioni (istruttore di PC) Caterina Testa e Cristina Costa (responsabile tecnico per l’Abruzzo) hanno illustrato la struttura, le funzioni e l’organizzazione della Croce Rossa in Emergenza, a seguito del Dlgs 1/2018, con un focus sugli interventi sugli animali da compagnia e sulle carenze delle autorità competenti sui piani di PC, sulla mappatura delle persone vulnerabili nel territorio e sui possibili interventi.

 


Dopo il saluto di Diana De Marchi (presidente della commissione pari opportunità del Comune di Milano) la parola è passata ai presidenti delle associazioni coinvolte: anzitutto Carmelo Ferraro (M’impegno): “Oggi la cosa più importante è stata fare rete tra diverse associazioni e istituzioni, particolarmente Croce Rossa e Vigili del Fuoco, con la formazione su un tema che riteniamo fondamentale per tutti: l’attenzione a ogni forma di disabilità e fragilità, allo scopo di non lasciare indietro nessuno, soprattutto nei casi di emergenza”. Sono seguiti i saluti degli organizzatori dell’evento per conto del Vigili del Fuoco, di  Viviana Polimeni (Portami per mano) e di Giampaolo Berni Ferretti (Milano Vapore): “Della disabilità – ha detto Berni Ferretti – bisogna cominciare a parlare e questa è un’occasione per rompere il ghiaccio:  Milano è già all’avanguardia in queste iniziative, è inclusiva e così la vogliono la i milanesi”.

 

Caterina Costa, Tatiana Amato ed Erika Ambrosioni

 

Stefano Zanut (coordinatore del progetto con Tatiana Amato) è  partito da alcuni esempi di catastrofi come le Torri gemelle, dove si sono verificati casi di morte tra persone che non erano disabili ma fumatori che avevano il cuore in affanno o che portavano i tacchi alti, come l’uragano Katrina, dove  il 73% è morto per le sue condizioni di disabilità. I morti tra gli anziani sono stati primi a morire nel recente terremoto in Giappone ma anche all’Aquila ci sono due picchi: tra i 20-30 anni (gli studenti, numerosissimi in città)  e i ultra65enni. Infine, a seguito del terremoto in Emilia Romagna, tranne uno, tutti  i morti erano ultra65enni.
“Nell’emergenza non siamo tutti uguali. Le persone fragili non coincidono con quelle vulnerabili. È la condizione in cui si vive a rendere problematica la risposta all’emergenza: i ciechi di Amatrice si muovevano meglio perché la scossa è stata di notte e la luce non funzionava. Noi identifichiamo con disabilità anche le persone che stanno intorno, come i familiari che si prendono cura e ora le persone con disabilità che non ricevono risposta sono l’84%. Noi identifichiamo abitualmente la disabilità in riferimento alla persona, cioè con interventi sulla persona, mentre oggi si interviene con l’Icf e si cambia la prospettiva dalla persona al contesto: nelle Twin Tower le persone hanno avuto problemi anche se non erano personalmente disabili: quindi la disabilità è una condizione di salute in un ambiente sfavorevole. Perciò vanno individuate le barriere e i facilitatori: un evento emergenziale come l’alluvione in Emilia dura giorni, perché si interrompe la rete sociale: prendere una medicina, riscaldarsi, usare l’energia elettrica… per questo gli interventi dei VvFf sono numerosissimi anche nei giorni a seguire”. Del resto, in condizioni medie, ha detto Zanut, i  VvFf hanno effettuato, 125 interventi al giorno nel 2023 sulle persone con disabilità o anziane.
Infine, sugli effetti dei cambiamenti climatici sulla disabilità,  Zanut ha suggerito di leggere online il documento Persons with disabilities and climate action sul sito https://www.internationaldisabilityalliance.org/climate-change.

Nel suo intervento Antonella Costantino (direttore Uonpia – neuropsichiatria dell’infanzia e adolescenza – Policlinico di Milano) ha spiegato che “Occorre cogliere come nei rapporti con le persone autistiche questo sia un equilibrio in continuo movimento, ci sono risposte differenti alla situazione, Come possiamo ricalibrarci rispetto a questo? Come fare in modo che le persone siano più preparate a quanto può succedere loro? In Inghilterra le esercitazioni erano frequenti già 30 anni fa, in Italia non è mai stato fatto. Un esempio banale era che in ospedale le indicazioni per isolamento e quarantena per le persone senza disabilità erano inapplicabili a chi invece le aveva. Occorre quindi partire dalla specificità delle singole disabilità, sapendo cosa fare con persone che, indipendentemente dall’avere autismo o disturbi psichiatrici completi, “perdono la testa”: le escalation comportamentali non sono un problema psichiatrico ma situazioni che si verificano nel concreto e nel quotidiano”.

Zanut ha concluso il convegno con un esempio  di intervento in emergenza con una persona sordomuta, spiegando che alcuni aspetti sui modi della comunicazione e sui gesti sono fondamentali per non creare turbamenti dannosi. 

 

Testo di Saverio Fossati

 

 

ASSOEDILIZIA informa

 

 

Newsfood.com
Nutrimento & nutriMENTE

 

 

Condividi su:

VISITA LO SHOP ONLINE DI NEWSFOOD