In UE mancano addetti al controllo qualità alimentare: come diventarlo

In UE mancano addetti al controllo qualità alimentare: come diventarlo

By Giuseppe

La Commissione Europea, negli ultimi anni, ha espresso particolare preoccupazione sulla carenza di figure professionali addette al controllo qualità nel comparto alimentare. Sono state diverse negli anni le segnalazioni di pericoli all’interno del territorio europeo, e per molte istituzioni serve innalzare il livello di guardia.

Il settore rappresenta quindi un’opportunità per chi vuole approcciarsi al mondo del lavoro. Per operare in tale ambito, è opportuno specializzarsi e seguire percorsi di laurea che permettano di acquisire le necessarie competenze.

 

Sicurezza alimentare a rischio: il monito UE sui controlli

La Commissione Europea ha presentato al Parlamento Europeo una relazione che denuncia una forte carenza di personale addetto ai controlli della qualità di cibi e mangimi nei singoli Stati. Il problema principale è dato dalla scarsità di figure professionali specializzate in questo ambito.

Al fine di garantire il rispetto delle norme igieniche nella produzione è necessario avere operatori preparati. Secondo gli esperti, il futuro è incerto, senza contare che in alcuni Stati membri l’insufficienza di risorse non riguarda soltanto il personale addetto, ma anche le attrezzature (come per esempio i laboratori in cui svolgere le analisi o i mezzi di trasporto).

Bisogna cominciare a colmare le lacune con l’assunzione di giovani laureati provenienti dalle facoltà con corsi specifici. Il loro compito è quello di verificare la conformità dei processi produttivi e il rispetto delle norme sanitarie, andando a controllare operatori, macchinari e alimenti o mangimi, al fine di garantire la sicurezza alimentare sia per le persone che per gli animali.

 

Come specializzarsi per lavorare al controllo qualità alimentare

Chi vuole lavorare nel comparto e occuparsi di sicurezza alimentare può intraprendere vari percorsi. Il tipo di professione infatti prevede differenti mansioni, tra cui il controllo delle materie prime e dei prodotti finali, il rilevamento di eventuali difetti, l’accertamento del rispetto degli standard normativi da parte delle aziende del settore, l’avanzamento di proposte migliorative, la pianificazione delle ispezioni, l’esecuzione di test sugli alimenti, la redazione di schede tecniche, l’aggiornamento su protocolli, norme e tecniche.

Il primo percorso utile è la laurea in Scienze della Nutrizione, che permette di occuparsi di valutazione e controllo qualità dei prodotti alimentari. Tra le altre cose, si impareranno per esempio le tecniche di rilevamento dei consumi alimentari, le tecnologie industriali applicate alla preparazione degli alimenti e le problematiche relative alle politiche alimentari nazionali e internazionali. La laurea in Scienze della Nutrizione può essere conseguita anche online: in questo caso le lezioni si seguono da casa, senza vincoli di orario. Un’opzione che consente di risparmiare tempo e denaro, molto utile anche per chi lavora.

Un’alternativa è la laurea in Agraria, che permette di specializzarsi in produzioni agricole, allevamenti e prodotti vegetali. I laureati in questa facoltà possono occuparsi della valutazione della qualità e delle caratteristiche chimiche, fisiche, sensoriali, microbiologiche e nutrizionali dei prodotti finiti, semilavorati e delle materie prime, ma anche programmare i controlli igienico-sanitari dei prodotti alimentari o inserirsi nella didattica, nel marketing, nella formazione professionale e nell’editoria specializzata in scienze e tecnologie alimentari.

Altro percorso possibile è la laurea in Chimica o materie ingegneristiche, perché fornisce conoscenze essenziali sui processi chimici e microbiologici. Questo indirizzo consente di acquisire nozioni approfondite su tanti argomenti diversi, come per esempio i macro e micro nutrienti presenti nelle matrici alimentari, fondamenti di analisi chimiche e tecniche strumentali per il controllo della qualità degli alimenti.

Non bastano però i soli titoli accademici, poiché bisogna frequentare corsi di formazione o master specifici sul controllo della qualità alimentare, oltre a svolgere tirocini pratici presso aziende del settore. Il percorso di formazione per specializzarsi in questo campo è lungo, ma vista l’attuale carenza di personale in questo ambito, vale sicuramente la pena intraprenderlo.

 

 

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