Mamme avvisate: compaiono i piatti multiculturali nelle mense scolastiche
28 Settembre 2015
Secondo le stime più recenti, sono oltre un milione i bambini stranieri che vivono stabilmente nel nostro paese. Per questo durante il 71° Congresso Italiano di Pediatria tenutosi a Roma la Società Italiana di Pediatria ha proposto di adeguare l’offerta dei cibi cucinati nelle mense scolastiche italiane alle usanze alimentari di una varietà di altri paesi esteri.
I vantaggi della nuova “piramide transculturale”, destinata ad integrare le corrette abitudini della dieta mediterranea, sarebbero davvero molti. Fra questi spicca un migliore inserimento dei bambini di altre etnie nel sistema scolastico grazie al mantenimento di una linea di continuità con le loro radici culturali.
Da non trascurare, inoltre, è la maggiore varietà di prodotti che compariranno nei menu delle mense, fra cereali sconosciuti e frutti esotici, per spezzare la monotonia e mettere il palato dei bambini nella condizione di sperimentare nuovi sapori.
Nuovi cibi tutti da scoprire
Il consiglio sempre valido è di far assumere ai bambini 3-5 porzioni di cereali, se possibile integrali, ogni giorno. Quello che cambia nella piramide transculturale è la gamma di cereali fra cui scegliere: accanto a grano duro, grano tenero e farro sono previsti teff e sorgo (africani), miglio e grano saraceno (prodotti nelle regioni asiatiche), quinoa e amaranto (sudamericani).
Se i vostri bambini non amano particolarmente le verdure, di cui bisogna fare incetta assicurandosi 2-3 porzioni quotidiane, è comunque possibile che siano incuriositi dai nomi e dalla strana forma di quelle straniere. Anche in questo caso ce n’è per tutti i gusti tra germogli di bamboo, alghe marine, foglie di baobab, okra e squash. Alcuni dei frutti introdotti dalla S.I.P., invece, sono già noti alla popolazione italiana per la ricchezza di vitamine e l’alto contenuto di sostanze antiossidanti.
Dopo la diffusione virale nei supermercati, partono alla conquista delle mense mango, guava, frutto della passione e fichi d’india; assieme a loro troviamo qualche nome sconosciuto come frutto del drago, litchis e frutto del baobab. Nei consigli mirati a garantire un apporto bilanciato di fruttosio i pediatri indicano alcune categorie di frutti ad alto contenuto energetico, i quali possono essere consumati al massimo 2-3 volte a settimana, come i kiwi, la papaya e il jackfruit, oppure una volta a settimana, come datteri e tamarindo.
Seppur in quantità moderata, i menu sono resi completi dall’apporto di dolci o snack salati a base di frutta e di materie prime sane. Niente merendine confezionate, quindi. Al loro posto i bambini gusteranno nachos al cioccolato, patate dolci o banane verdi stufate, dulce de leche, platano fritto e budino di riso.
Le regole d’oro a tavola
La S.I.P. , oltre a consigliare di ampliare la dieta quotidiana -soprattutto in ambito scolastico, ma anche al di fuori di esso- attraverso il consumo di alimenti tipici di altre culture, ha pubblicato una scheda che riporta alcuni suggerimenti per orientarsi nell’acquisto dei prodotti e nella loro cottura.
Una buona abitudine è quella di imparare ad apprezzare sin dall’infanzia il gusto e i benefici della pasta e del pane integrali. Ai bambini, dunque, è concesso un panino al giorno, possibilmente realizzato con farine integrali che hanno il vantaggio di non far impennare l’indice glicemico e di indurre un maggior senso di sazietà. La carne bianca ha naturalmente la precedenza: via libera a pollo, tacchino e vitello; inoltre i genitori dovrebbero adottare alcuni accorgimenti di base, come richiedere in macelleria la carne di maiale sgrassata. Per quanto riguarda il pesce, si può abbondare nel consumo di sarde e alici e, più in generale, del pesce azzurro, mentre è meglio evitare di portare in tavola troppo frequentemente gli animali di grande taglia quali tonno e pesce spada.
Per ridurre il consumo di grassi -che i bambini assumono in quantità fin troppo elevate con altri alimenti- e per alleviare i problemi di digestione è opportuno acquistare latte e yogurt parzialmente scremati. I cereali poco comuni sono una buona alternativa al classico piatto di pasta o di riso, purché cucinati al dente, conditi a fine cottura con l’immancabile olio extravergine di oliva, protagonista indiscusso della tradizione mediterranea, ed abbinati alle verdure (ricche di fibre in grado di rallentare l’assorbimento dei carboidrati) o ai legumi, fonte di proteine. Infine è bene ricorrere ogni volta che si può alle cotture al forno, al vapore e al cartoccio con l’aggiunta di poco sale, limitando i fritti.
Lucia Facchini
per Redazione Newsfood.com





