2050 – La sfida alimentare in Africa

2050 – La sfida alimentare in Africa

By Redazione

I recenti risultati positivi registrati dal settore agricolo nell’Africa subsahariana rappresentano un punto di rottura con il passato e lasciano intravedere buone prospettive di miglioramento
per il settore nel futuro, sebbene si richiedano “misure politiche concertate e decise” per mantenere l’impulso, afferma un nuovo rapporto della FAO.

Dopo decenni di declino, il settore agricolo subsahariano, costituito per l’80% da piccoli contadini, è cresciuto di oltre il 3,5% nel 2008, ben al di sopra del tasso di crescita della
popolazione, pari al 2%.

Tale aumento è stato agevolato da un contesto politico più favorevole all’agricoltura in molti paesi e dalla crescita dei prezzi mondiali dei generi alimentari primari come il grano
e il riso. Anche i progressi in campo tecnologico come il NERICA (il Nuovo Riso per l’Africa), una varietà di riso più resistente alle siccità, hanno contribuito alla
crescita della produzione nella regione.

“Il forte potenziale di crescita mostrato dal settore agricolo nell’Africa subsahariana è un’ottima notizia: l’agricoltura rappresenta la spina dorsale della crescita complessiva per la
maggioranza dei paesi nella regione ed è essenziale per la riduzione della povertà e dell’insicurezza alimentare”, ha dichiarato il Vice-Direttore Generale della FAO Hafez
Ghanem.

Il rapporto è stato preparato per il Forum di Esperti di Alto Livello che si terrà a Roma il 12 e 13 ottobre per discutere le strategie su “Come Nutrire il Mondo nel 2050”. Esso
sottolinea la necessità di azioni decise in aree quali l’innovazione tecnologica, lo sviluppo dei mercati e del settore dei servizi e la migliore gestione delle risorse naturali, per
riuscire a nutrire la popolazione mondiale in costante crescita ed eliminare la piaga della fame nella regione.

Si prevede che la popolazione dell’Africa subsahariana crescerà dai 770 milioni di persone del 2005 a 1,5/2 miliardi di persone nel 2050. Nonostante le continue migrazioni verso le
città e la crescita della popolazione urbana, il numero assoluto di residenti nelle aree rurali è probabilmente destinato ugualmente a crescere.

L’agricoltura è il motore dello sviluppo rurale e della riduzione della povertà e della fame in tutta l’Africa subsahariana. Secondo il rapporto, la crescita agricola nell’Africa
subsahariana sarà molto probabilmente trainata
dalla crescita della domanda interna e continentale di beni alimentari primari, dovuta all’urbanizzazione e alla crescita demografica nel medio e lungo termine.

Il Forum di Esperti di Alto Livello riunirà circa 300 tra i maggiori esperti del mondo accademico, di istituzioni non governative e del settore privato, provenienti da paesi in via di
sviluppo e sviluppati, e servirà a preparare il terreno per il Vertice Mondiale sulla Sicurezza Alimentare, che si terrà a Roma dal 16 al 18 novembre 2009.

La gestione delle risorse naturali

Uno dei principali vantaggi di cui gode la regione è l’abbondanza di risorse naturali, tra le quali l’acqua, la cui distribuzione è però assai diseguale sul territorio. Ad
oggi solo il 3% delle colture alimentari della regione è prodotto con tecniche irrigue, a confronto con una percentuale mondiale pari al 20%. L’uso dell’irrigazione aumenterebbe
notevolmente il rendimento dei terreni e la produzione agricola.

La terra è inoltre sfruttata al di sotto delle potenzialità. Seppur riconoscendo che ogni ulteriore espansione delle terre coltivate abbia conseguenze in termini ambientali, la FAO
ha stimato che il potenziale di terre aggiuntive disponibili per la messa a coltura nell’Africa subsahariana ammonta ad oltre 700 milioni di ettari.

In particolare la regione della savana guineana – un’area pari al doppio di quella coltivata a grano a livello mondiale – offre un enorme potenziale produttivo. Ma solo il 10% di tale regione –
che copre una superficie stimata attorno ai 600 milioni di ettari – è attualmente soggetta a coltura. L’apertura di nuove attività agricole richiederebbe enormi investimenti in
infrastrutture e in nuove tecnologie, così come adeguate precauzioni per evitare i possibili effetti negativi sull’ambiente.

Le altre sfide

Vi sono molte altre sfide che devono essere affrontate dai governi, dai donatori internazionali e dal settore privato, per migliorare il settore agricolo nell’Africa subsahariana e assicurare che
la crescita della produzione agricola e lo sviluppo rurale vadano di pari passo con la riduzione della povertà.

Tra le maggiori, vi sono il lento progresso dell’integrazione regionale, carenze istituzionali e di governance in alcuni paesi, conflitti e malattie quali l’HIV/AIDS, le difficoltà di
accesso ai mercati per i piccoli contadini, la necessità di creare opportunità d’impiego nelle aree rurali e di fornire un’adeguata formazione ai più giovani.

C’è soprattutto bisogno di programmi e politiche che accrescano le possibilità dei piccoli agricoltori di inserirsi nei settori dinamici dei mercati nazionali, regionali e
internazionali.

Il rapporto raccomanda la riduzione dei costi di transazione dovuti ai piccoli volumi e agli sprechi di coltivazioni
povere e mal gestite, suggerendo la creazione di cooperative e di altre forme di associazione imprenditoriale per raggiungere una scala minima ottimale, nonché il controllo della
qualità e della sicurezza dei prodotti alimentari.

Sono anche necessarie delle politiche volte a proteggere i contadini africani dalle alluvioni, dalle siccità e dagli shock dei prezzi alimentari internazionali. Trasferimenti di conoscenze
e tecnologie dai paesi ricchi a quelli poveri, insieme a maggiori investimenti nella ricerca agricola, sono infine cruciali per ottenere dei progressi nella lotta alla fame e stimolare lo
sviluppo agricolo.

Le sfide del settore agricolo in Africa

Si stima che in Africa circa 218 milioni di persone, pari a circa il 30% della popolazione totale, soffrano di fame
cronica e malnutrizione.

* L’80% delle aziende agricole in Africa, ovvero 33 milioni di unità produttive, hanno un’estensione inferiore ai due ettari.

* Il rendimento delle colture cerealicole è cresciuto poco e nella regione è ancora intorno alle 1,2 tonnellate per ettaro, mentre nel complesso dei paesi in via di sviluppo
raggiunge le 3 tonnellate per ettaro.

* L’uso di fertilizzanti nell’Africa subsahariana nel 2002 ammontava a soli 13 kg per ettaro, a fronte dei 73 kg per
ettaro consumati in Medio Oriente e nel Nord Africa e dei 190 kg per ettaro consumati in Asia orientale e nel
Pacifico.

* Solo il 3% delle terre nell’Africa subsahariana è irrigato, a fronte di una percentuale a livello globale superiore al 20%.

* Il 40% della popolazione nella regione vive in paesi che non si affacciano sul mare, un livello ben superiore alla media del 7.5% degli altri paesi in via di sviluppo, ed i costi di trasporto
in Africa subsahariana possono raggiungere addirittura il 77% del valore delle esportazioni.

La spesa in ricerca e sviluppo nel settore agricolo è molto bassa ed è oltretutto andata diminuendo nel corso degli anni ’90. Se gli agricoltori africani fossero aiutati a vincere
queste sfide e a sfruttare le opportunità offerte da nuovi e più appetibili mercati con il graduale attenuarsi della crisi economica globale, tutti concordano che il settore
agricolo nel continente avrebbe un enorme potenziale di crescita.

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