12 ministeri e 60 componenti del governo

By Redazione

Roma – Martedì la Commissione Bilancio del Senato ha licenziato all’unanimità l’emendamento alla Finanziaria che riporta in vigore la Bassanini, tagliando i ministeri e
ministri, ma solo dalla prossima legislatura.

Il decreto Legislativo 30 luglio 1999, n. 300, in particolare, detta le norme per la razionalizzazione, il riordino, la soppressione e la fusione di ministeri, l’istituzione di agenzie, il
riordino dell’amministrazione periferica dello Stato e prevede che venga ridotto a 12 il numero dei ministeri con portfoglio, mantenendo in vita: Ministero degli affari esteri, dell’interno,
della giustizia, della difesa, dell’economia e delle finanze, delle attività produttive, delle politiche agricole e forestali, dell’ambiente e della tutela del territorio, delle
infrastrutture e dei trasporti, del lavoro, della salute e delle politiche sociali, dell’università e della ricerca, per i beni e le attività culturali.

Inoltre, sempre dalla prossima legislatura, è fissato un numero massimo di componenti del governo, pari a 60, con una riduzione di oltre il 40% rispetto a oggi.
Grande soddisfazione per l’accordo è stata espressa dall’Idv, che aveva promosso il tema, anche se il relatore alla Finanziaria, Giovanni Legnini, ha spiegato che l’emendamento
presentato unisce quelli già avanzati firmati da Salvo, Villone, Bordon, Manzione e Calderoli.

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