Xango Italy srl risponde con una comunicazione ufficiale alla decisione del Garante della Concorrenza e del Mercato

Xango Italy srl risponde con una comunicazione ufficiale alla decisione del Garante della Concorrenza e del Mercato

Ecco il comunicato che ci è pervenuto dall’Ufficio stampa di Xango Italy ed in calce il testo dell’Ordinanza del
TAR che RESPINGE il ricorso di Xango:

Data: Thu, 17 Feb 2011 10:48:53 +0100
Oggetto: Precisazioni da parte di XANGO ITALY srl

Buongiorno,
alleghiamo alla presente la posizione di XANGO ITALY srl in relazione alla pubblicazione di articoli contenenti alcuni dati non corretti relativi all’azienda e alla decisione del Garante della
Concorrenza e del mercato, al fine di dare alla stampa una ricostruzione della situazione e riferimenti precisi per eventuali ulteriori approfondimenti.
Grazie per l’attenzione e cordiali saluti,
 
 Ufficio stampa Xango Italy
17 febbraio 2011 Pagina 1 di 5
XANGO è in questo periodo oggetto di articoli di errata informazione che, prendendo spunto da alcuni elementi contenuti in un bollettino
DELL’AUTORITÀ GARANTE DELLA CONCORRENZA E DEL MERCATO,
portano all’attenzione pubblica INFORMAZIONI FALSE, NON CORRETTE, PARZIALI e quindi dannose per l’immagine ed il business di Xango in Italia.
Questo documento vuole ricostruire la situazione dare alla stampa un riferimento preciso per eventuali approfondimenti e informazioni corrette su Xango.
L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM) nella sua adunanza del 15 dicembre 2010, riferendosi al “Codice del Consumo”, e con comunicazione di avvio del procedimento del 17
novembre 2010, volto a verificare l’esistenza di pratiche commerciali scorrette da parte dalla società Xango Italy S.r.l. ha chiesto a Xango Italy l’interruzione del reclutamento di nuovi
incaricati.

Un primo necessario ed importante chiarimento: l’Authority non ha interdetto l’operatività dell’azienda e non l’ha sanzionata o considerata illegale riservandosi un periodo di tempo nel
quale analizzare in profondità le prime evidenze – che Xango contesta – che hanno portato a questa decisione.
C’è quindi uno spazio di analisi della situazione che dovrebbe – questo è l’intendimento e valutazione di Xango – portare alla revoca di qualunque interdizione di azione in
Italia.
Il prodotto, Xango Juice, che in Italia è correttamente registrato come succo di frutta, non è oggetto di alcuna contestazione e può essere liberamente venduto dalla
società in accordo a tutte le normative
italiane. La società sta quotidianamente continuando a sviluppare le sue vendite – agli attuali incaricati o ai consumatori interessati – di Xango Juice.
QUALI AZIONI SONO STATE RICHIESTE DA AGCM A XANGO?
L’AGCM ha chiesto a Xango di:
a) sospendere ogni attività diretta al reclutamento e registrazione di nuovi incaricati;
Si intende quindi chiaramente una pausa momentanea in attesa di verifica più completa.
b) provveda ad inserire sul sito web della società, o a comunque rendere accessibile, la documentazione che gli incaricati devono utilizzare per la loro attività promozionale del
succo di frutta denominato XanGo Juice, priva di alcun riferimento alle proprietà salutistiche del prodotto, comunicando a tutti gli incaricati l’obbligo di
utilizzare esclusivamente tale materiale;
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È questo un provvedimento aggiuntivo per un’ulteriore tutela della propria comunicazione che Xango ha accolto prontamente e con favore.
c) comunichi all’Autorità l’avvenuta esecuzione delle due misure sopra menzionate entro dieci giorni dal ricevimento del presente provvedimento, inviando una relazione dettagliata nella
quale vengano illustrati le misure adottate.
Xango ha fornito e sta fornendo ad AGCM tutte le informazioni necessarie ed opportune per conoscere le modalità operative di vendita del prodotto e di gestione degli incaricati.

ORIGINE DEL PROCEDIMENTO
Il procedimento è stato istruito sulla base di alcune segnalazioni de il Ministero della Salute, le associazioni Altroconsumo, Codacons, Adusbef e Federsalus. I soggetti citati hanno
comunicato all’AGCM di aver riscontrato alcune pratiche scorrette da parte di venditori di prodotti Xango.
Se così fosse, Xango stessa sarebbe parte lesa e non parte in causa o concausa di tali comportamenti. In tutto il mondo Xango opera per la difesa delle corrette pratiche commerciali ed
aderisce a diverse associazioni che hanno questo scopo.

DI COSA È ACCUSATA XANGO?
L’AGCM imputa a Xango la violazione degli articoli 20, 21 comma 1, lettere b) e c), e dell’art. 23, lettere p) e s), del Codice del Consumo.
Per dare un’occhiata agli articoli in questione è disponibile il testo completo al link

In particolare ed in sintesi, la pratica commerciale contestata consiste nelle attività promozionali per la vendita di un succo di frutta denominato “XanGo Juice” che per le particolari
modalità seguite, rivestirebbe:
– da un lato, caratteristiche piramidali
– dall’altro, attribuirebbe alla bevanda caratteristiche salutistiche, anche con utilizzo di termini di stampo
medico per la descrizione delle sostanze che la compongono e con la prospettazione di effetti benefici in relazione a numerose patologie”.
 
XANGO ITALY, VENDITE PIRAMIDALI?
La stessa AGCM nota che l’unico modo per comprare il prodotto è farlo attraverso l’acquisto diretto presso l’azienda e cioè il sito internet ufficiale. Quindi nessun incaricato
è autorizzato alla vendita diretta.
L’AGCM dice: “per quanto attiene specificamente alle modalità di promozione e vendita del succo di frutta Xango Juice (al prezzo di euro 115 per 4 flaconi di 750 ml), risulta in primo
luogo che l’acquisto del prodotto è possibile soltanto registrandosi al sito dell’azienda Xango e divenendo un”incaricato”, oppure un “cliente preferito”.
L’incaricato può partecipare al piano di compensazione, elemento centrale e di particolare attrazione del Sistema Xango, attraverso l’inserimento di altri incaricati, percependo
commissioni sugli acquisti degli incaricati sponsorizzati fino a nove livelli sottostanti: in particolare, nel materiale acquisito agli atti vengono prospettati ingenti guadagni correlati alla
possibile costituzione di una rete/piramide articolata sui descritti nove livelli”.
In sintesi: uno può acquistare o diventare incaricato cioè promotore dell’acquisto di Xango. Esatto.

Cosa succede se una persona diventa “incaricato”? Gode di benefici – commissioni – derivanti dagli acquisti dai lui promossi direttamente o attraverso altre persone, attratti dal prodotto e dal
possibile sistema di remunerazione delle vendite, aderiscono alla proposta Xango a loro volta come incaricati. Il tutto perfettamente in accordo con la legge italiana in vigore – quella specifica
per le vendite dirette – la 173/05.

Xango desidera chiarire che la remunerazione avviene in base ad un sistema premiante di vendite – che comunque transitano unicamente dal sito ufficiale – ed un incaricato matura una commissione
quando l’acquirente inserisce il suo codice al momento dell’acquisto. Non si guadagna dal trovare nuovi incaricati.
Così avviene normalmente ed in modo perfettamente lecito, consueto, legale e legittimo in un mercato, come quello delle vendite dirette che, in Italia come in molte parti del mondo,
costituisce un motore integrativo per l’economia italiana ed un’opportunità imprenditoriale per centinaia di migliaia di persone.
 
XANGO, PRODOTTO COMUNICATO COME MEDICINA?
L’AGCM dice: “In merito ai messaggi promozionali, dagli elementi acquisiti risultano essere state diffuse alcune brochure promozionali che presentano il prodotto e che enfatizzano la “potente
attività antiossidante e antinfiammatoria” del mangostano – e specificamente degli Xantoni in esso contenuti – che avrebbe un effetto
positivo, documentato da studi scientifici, su 44 patologie (quali l’influenza, l’acne, i tumori, il morbo di Alzheimer e quello di Parkinson)”.

L’AGCM ha rilevato – sulla base delle segnalazioni ricevute – alcune pratiche scorrette da parte di venditori di prodotti Xango. Se così fosse, Xango stessa sarebbe parte lesa e non parte
in causa o concausa di tali comportamenti.
Il settore delle vendite dirette è infatti saltuariamente oggetto di tali iniziative che danneggiano le aziende promotrici di prodotti. Xango, come altre aziende in Italia e nel mondo,
opera per ridurre al minimo questo fenomeno, ostacolarlo e gestire il più possibile la comunicazione degli incaricati. Inoltre la compagnia già nel passato, a prescindere dal
provvedimento dell’AGCM, e nel futuro continuerà a revocare siti web e materiale utilizzato in maniera non corretta. Ad oggi numerosi siti internet italiani sono stati chiusi ed
altrettanti sono stati modificati con informazioni veritiere. La società non esiterà a proseguire negli sforzi per assicurare l’adeguamento degli incaricati alle norme, fino a
revocare il contratto a coloro che rifiutassero di rispettare le regole.
Seppur ci siano molti studi medici che attribuiscono al mangostano ed al succo di mangostano diverse caratteristiche e proprietà, l’azienda non ne assume alcuno come riferimento
incontrovertibile e certo.
E’ comunque oggettivamente rilevabile come ogni giorno nel mondo il frutto ed il suo succo sono oggetto di ricerche, analisi, testimonianze. Poiché i consumatori ricercano attivamente di
migliorare il proprio benessere, ci sentiamo in dovere di fornire loro informazioni, ma in modo responsabile e nei limiti di quanto consentito dalla legge. L’apprezzamento del pubblico per il
succo di frutta Xango è tangibile in tutto il mondo ed anche in Italia.

AZIENDA SOLIDA ED APPREZZATA
Xango Italy rappresenta più di 20.000 consumatori e imprenditori in Italia e più di 1 milione in oltre 30 paesi. Molti di questi hanno tratto benefici dalle proprietà
naturali del mangostano e dal sistema di vendita di XANGO. Anche in Italia, dove opera da poco più di un anno, Xango è impegnata per dare a migliaia di persone un’opportunità
imprenditoriale, una possibile via d’uscita da una crisi economica che tocca molte famiglie.
Come leader mondiale nella distribuzione di prodotti a base di mangostano da più di otto anni, XANGO ha sostenuto il benessere e le prospettive economiche di milioni di persone,
impegnandosi a livello sociale in tutte le comunità in cui opera, con il coinvolgimento diretto degli incaricati.
EVITARE ARTICOLI E INFORMAZIONI NON CORRETTI
Xango non permetterà una ulteriore diffusione di informazioni errate sulle sue operazioni, i metodi di assunzione e di retribuzione degli agenti, le sue attività d’impresa per
promuovere il succo di frutta Xango.
Xango invita e incoraggia i propri consumatori, la stampa e tutti gli interessati a riferire a Xango di qualsiasi attività non corretta che coinvolga il nome dell’azienda.
 
L’azienda è a disposizione della stampa che desidera ulteriori informazioni e chiede ai giornalisti di mettersi in contatto con l’azienda prima di pubblicare informazioni relative a Xango
e ai suoi prodotti

Il customer service è raggiungibile attraverso diversi strumenti segnalati sul sito aziendale
https://www.xango.it/news/
Gli unici siti ufficiali dell’azienda in Italia sono: www.xango.it, www.xangoitaly.com e www.xango.com (con contenuti allineati alle caratteristiche del mercato e le leggi degli Stati
Uniti).

XANGO sta lavorando a fianco delle organizzazioni professionali con simili finalità nel settore, comprendendo le regole di reclutamento e supporto. XANGO appena possibile fornirà
maggiori informazioni alla stampa. Xango è membro della World Federation of Direct Selling Associations (WFDSA).

 Ufficio stampa Xango Italy
 

Per completezza d’informazione, ecco il testo dell’Ordinanza del TAR che RESPINGE il ricorso di Xango:

REPUBBLICA ITALIANA
Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio

(Sezione Prima)
ha pronunciato la presente
ORDINANZA

sul ricorso numero di registro generale 12163 del 2010, proposto da:

Società XANGO ITALY S.r.l., in persona del legale rappresentante pro tempore, rappresentata e difesa dall’Avv. Fabio Marco Brembati, dall’Avv. Alfredo Lucente, dall’Avv. Roberto Cursano,
dall’Avv. Andrea Mezzetti, dall’Avv. Giovanni Parrillo e dall’Avv. Francesca Romana Baratta, con domicilio eletto presso l’Avv. Alfredo Lucente in Roma, Viale di Villa Massimo, 57;

contro
– l’AUTORITA’ GARANTE DELLA CONCORRENZA E DEL MERCATO – Antitrust, in persona del legale rappresentante pro tempore, rappresentata e difesa ope legis dall’Avvocatura Generale dello Stato,
domiciliata in Roma, Via dei Portoghesi, 12;

nei confronti di

ALTROCONSUMO, Associazione Indipendente di Consumatori, in persona del legale rappresentante pro tempore, rappresentata e difesa dall’Avv. Guido Scorza e
dall’Avv. Dario Reccia, con domicilio eletto presso l’Avv. Dario Reccia in Roma, via di Monte Giordano, 36;
Ministero della Salute, in persona del legale rappresentante pro tempore, non costituito in giudizio;
Adusbef, in persona del legale rappresentante pro tempore, non costituito in giudizio;
Codacons, in persona del legale rappresentante pro tempore, non costituito in giudizio;
Federsalus, in persona del legale rappresentante pro tempore, non costituito in giudizio;

per l’annullamento

previa sospensione dell’efficacia,

– del provvedimento dell’AGCM adottato nell’adunanza del 15.12.2010 e notificato il 20.12.2010, nella parte in cui dispone che Xango sospenda ogni attività diretta al reclutamento ed alla
registrazione di nuovi incaricati, comunicando all’AGCM l’avvenuta esecuzione del provvedimento entro dieci giorni dal ricevimento del medesimo;

– di ogni altro atto consequenziale o presupposto;

Visti il ricorso e i relativi allegati;

Visti gli atti di costituzione in giudizio dell’Autorita’ Garante della Concorrenza e del Mercato – Antitrust e di Altroconsumo;

Vista la domanda di sospensione dell’esecuzione del provvedimento impugnato, presentata in via incidentale dalla parte ricorrente;

Visto l’art. 55 cod. proc. amm.;

Visti tutti gli atti della causa;

Ritenuta la propria giurisdizione e competenza;

Relatore nella camera di consiglio del giorno 26 gennaio 2011 il Consigliere Elena Stanizzi e uditi per le parti i difensori come specificato nel verbale;

Considerato che il gravato provvedimento di sospensione è stato adottato con riferimento alla pratica commerciale di promozione della vendita del prodotto sia in considerazione del
relativo sistema di vendita, sia in considerazione delle relative vantate proprietà salutistiche, alla luce del ritenuto elevato grado di offensività delle condotte che, alla
delibazione propria della fase cautelare ed alla luce della natura del provvedimento, giustifica la dedotta preclusione alla possibilità di attendere la decisione in merito agli impegni
presentati da parte ricorrente;

Considerato che il gravato provvedimento consente alla società ricorrente di continuare la commercializzazione del prodotto tramite vendite agli attuali incaricati e ai consumatori
interessati all’acquisto (profilo, quest’ultimo, coincidente con il corrispondente impegno presentato);

Considerato che il paventato danno di natura patrimoniale risulta pienamente suscettibile di ristoro in caso di accoglimento del ricorso, e che, con riferimento agli altri profili di pregiudizio
segnalati, nel bilanciamento dei contrapposti interessi, deve agli stessi attribuirsi valenza recessiva;

Considerato, altresì, che il gravato provvedimento esplica effetti nelle more delle definizione del procedimento;

P.Q.M.

RIGETTA la domanda incidentale.

CONDANNA parte ricorrente, ai sensi dell’art. 57 del D.Lgs. n. 104 del 2010, al pagamento, a favore della resistente Amministrazione, delle spese di
giudizio per la fase cautelare che liquida forfetariamente in euro 500 compensandole nei confronti di Altroconsumo;

La presente ordinanza sarà eseguita dall’Amministrazione ed è depositata presso la segreteria del Tribunale che provvederà a darne comunicazione alle parti.

Così deciso in Roma nella camera di consiglio del giorno 26 gennaio 2011 con l’intervento dei magistrati:

Giorgio Giovannini, Presidente

Roberto Politi, Consigliere

Elena Stanizzi, Consigliere, Estensore
   
L’ESTENSORE  IL PRESIDENTE

DEPOSITATA IN SEGRETERIA

Il 27/01/2011

IL SEGRETARIO
(Art. 89, co. 3, cod. proc. amm.)

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