Vuoi sapere cosa si mangia? Chiedi a TrendFood

E’ il risultato delle indagini degli esperti di Aegis Media Italia, una sorta di mappa del cibo per capirne sviluppo e tendenze.

Disegnare una cartina delle abitudini alimentari, mostrando cosa e quanto si mangia. E’ questo lo scopo di Trendfood, progetto di Aegis Media Italia (numero due mondiale nel settore della comunicazione) creato per studiare l’effetto dei cambiamenti sociali e delle fluttuazioni economiche sulle
preferenze gastronomiche. Trendfood è stato messo a punto incrociando i dati provenienti da varie fonti (indagini sul campo, monitoraggio costante di blog e forum, workshop e focus group)
al fine di tracciare una vera e propria mappa di navigazione, ad uso di aziende, associazioni, marchi e media in quanto, come afferma Walter Hartsarich,
presidente e Ceo di Aegis Media Italia, «Con la crisi dei mercati e la sfiducia dei consumatori l’analisi dei segnali deboli della società e
il possesso di strumenti interpretativi diventano strategicamente importanti per i brand e le imprese».

Analizzando Trendfood, si nota come al centro di tutto rimane il Fast (Moving Consumer) Food, il cibo veloce, subito pronto per chi vive di corsa Anche
durate la crisi in corso, tale prodotto non ha subito decadenza: si moltiplicano i segnali di crescita, dal boom delle verdure già lavate e tagliate (500 milioni di fatturato nei
supermercati) ai cibi pronti che oggi coprono il 10% della spesa degli italiani. Significativa anche la diffusione dei distributori automatici di cibo, che consegnano 5,2 migliarsi di prodotti
per un fatturato di 2 miliardi.

Particolare è il caso del Sustanable Food, trend in crescita. Sotto questa denominazione si riconoscono i sostenitori del valore etico delle scelte
alimentari, alla ricerca di un nuovo equilibrio fra le forme tipiche della tradizione come i mercati di quartiere e le possibilità più innovative che vengono dalla tecnologia. Chi
apprezza il cibo sostenibile si serve nei Farmer market (l’acquisto diretto di prodotti presso le fattorie, in Italia in crescita del 10%) e ritiene valide
iniziative di valorizzazione locale, come quella dei prodotti a chilometri zero lanciata da Coldiretti con l’obiettivo di far riconoscere quei locali che vendono prodotti acquistati in
zona.

Apparentemente, perciò, tale tendenza alimentare si pone come imitazione di Slow Food, settore in crescita costante, ma tale somiglianza è solo superficiale. Come osserva
Federica Setti, a capo della ricerca di Aegis Media Italia, questo fenomeno «nasce con l’associazione Slow
Food ma coinvolge un movimento più ampio e incarna lo spirito impegnato ma non ideologico del cibo nella realtà contemporanea». In parole povere, i consumatori di Sustanable Food, attenti ai sapori e alla ricerca del piacere di nutrirsi, manifestano un tratto edonistico assai meno rilevanti per chi segue le linee di Slow
Food.

Il Pharma Food, legato ai cibi nutraceutici, si configura come prodotto di nicchia, ma in rapida espansione. Questo nuovo tipo di mangiare, che unisce
esigenze alimentari con finalità curative tramite creazioni genetiche come il pomodoro OGM anti cancro, sembra opporre buona resistenza al momento negativo della finanza: il Pharma Food
vale 5,7 miliardi di euro in Europa di cui il 12% (700 milioni) in Italia. Secondo l’Istituto del Mercato Alimentare Tedesco oggi il Pharma Food rappresenta 20 miliardi di euro a livello mondiale
ed entro il 2010 potrebbe registrare una crescita molto forte. L’unica vera difficoltà che potrebbe frenarne l’ascesa, avvertono gli specialisti di Trendfood, è lo sconfinamento nel
territorio delle diete e dei medicinali, con il rischio di confusione (e quindi perdita d’attrattiva) per i potenziali consumatori.

Infine, il Food Design ovvero il cibo come immagine. Per ora si tratta di una tendenza di supernicchia, ma in tempi di crisi l’eccellenza può battere la mera quantità. Come conferma
l’interesse di colossi del mercato come Nestlè, Unilever o anche Illy e Seco.

                                                                                                                                 
Matteo Clerici

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