VULCANO D’ISLANDA: a causa delle ceneri aerei fermi, gravi danni per l’export di vino, mozzarella, fiori
8 Maggio 2010
Sono le 17,40 sto per chiudere il mio MAC ed andarmene finalmente a casa.
Un ultimo sguardo alla posta.
Ecco cosa mi trovo:
Inizio messaggio inoltrato:
Da: “Coldiretti – Relazioni Esterne”
Data: 08 maggio 2010 17:33:00 GMT+02:00
Oggetto: VULCANO: COLDIRETTI, A TERRA MADE IN ITALY ALIMENTARE PER 10 MLN
N.331 – 9 Maggio 2010
VULCANO: COLDIRETTI, A TERRA MADE IN ITALY ALIMENTARE PER 10 MLN
L’arrivo della nube vulcanica sull’Italia rischia di far rimanere a terra oltre ai passeggeri anche le merci come i prodotti alimentari per un valore di 10 milioni di euro con gravi danni
soprattutto per le specialità piu’ deperibili come frutta, pesce, fiori e mozzarella.
E’ quanto stima la Coldiretti in riferimento all’arrivo sopra l’Italia di una parte della nube di polveri del vulcano islandese Eyjafjallajokul che secondo gli esperti ha una attività
eruttiva simile a quella di metà aprile quando il caos nei voli durò una settimana.
Nell’alimentare sono soprattutto i prodotti ad alto valore aggiunto come i vini ad utilizzare questo mezzo di trasporto che però diventa necessario anche per consentire ai prodotti
deperibili come le fragole e le mozzarelle, di raggiungere rapidamente i mercati esteri mantenendo la freschezza.
Effetti di una eventuale cancellazione dei voli sono prevedibili anche sul piano delle importazioni con la temporanea interruzione dell’arrivo dei prodotti ittici piu’ comuni provenienti
dall’estero come il pangasio del Vietnam, il persico del Nilo, la cernia africana e il tonno dell’Oceano Indiano, secondo un’analisi di “Impresa Pesca” (Associazione nazionale della pesca e
dell’acquacoltura) della Coldiretti.
Anche il flusso di frutta fuori stagione ed esotica, dalle susine all’ananas del Ghana come pure le rose provenienti dal Kenya sono destinate ad essere colpite dal caos nei voli, come avvenuto
in passato.
Lo stop alle importazioni non influenzerà comunque la disponibilità a livello nazionale poiché l’Italia – conclude la Coldiretti – è all’avanguardia nella
coltivazione di fiori e piante come pure in quella ortofrutticola con l’arrivo sul mercato in questo momento delle primizie di stagione, mentre esiste una abbondante e variegata offerta di pesce
proveniente dai mari italiani di ottima qualità al giusto prezzo.
COLDIRETTI – 335 8245417 – 06 4682487 – FAX 06 4871199 – http://www.coldiretti.it
Non posso fare a meno di scrivere questo breve commento:
Mi dispiace sinceramente che i produttori italiani possano incontrare delle difficoltà e subire dei danni a causa dell’impossibilità di esportare via aerea i propri prodotti.
Altrettanto sinceramente ritengo che la penuria, ma i frigoriferi saranno stipati e non si noterà alcun problema di approvvigionamento di merci di importazione estera, in particolare
del pangasio ( a Genova in Piazza Caricamento, sotto i portici nell’antica rosticceria, si mangiava dell’ottimo stoccafisso fritto-ora ti danno il pangasio e giurano che sia “vero Stocco
norvegese ).
Neppure sentirò la mancanza del persico del Nilo e neppure della cernia africana.
Non sono un nazionalista ad oltranza, nè un fondamentalista dei genuini sapori della nostra tradizione.
Mi rammarica constatare che le nostre tradizioni, i nostri prodotti delle campagne, le nostre aziende agricole siano in agonia e, una dopo l’altra siano destinate ad appendere il trattore al
chiodo.
Una volta il contadino seminava e viveva del suo raccolto. Oggi le aziende agricole che sopravvivono, e qualcuna vive anche bene, seminano ciò che viene suggerito, raccolgono o
no (come viene suggerito), piantano le viti e dopo le tagliano, piantano i frutteti e poi li eliminano, …no non sono matti, e neppure sono più dei contadini. Quelli che stanno ancora
bene sono dei ragionieri, degli agronomi, degli azzeccagarbugli dei finanziamenti. E non hanno certamente le mani callose e neppure le scarpe sporche di terra.
Domani partiamo per Parma
Siamo a Cibus Pad. 7 stand C 057
Giuseppe Danielli
Redazione Newsfood.com





