Voto sì – Voto No – Un referendum davvero ragionato – Assoedilizia Informa

Voto sì – Voto No – Un referendum davvero ragionato – Assoedilizia Informa

By Giuseppe

Il referendum accende gli animi. Ma soprattutto quelli a livello mediatico. Invettive e appelli apocalittici trovano poco spazio nei mille dibattiti che si sono sviluppati un po’ dappertutto e quindi anche a Milano.

Assoedilizia Informa ha partecipato ad alcuni incontri, con rappresentanti del sì e del no che esponevano tranquillamente le loro posizioni, senza demonizzare né il Governo né le opposizioni, a dimostrazione del fatto che i cittadini sono più maturi di alcuni leader.

Assoediliziainforma, 12 marzo 2026

 

A cura di ASSOEDILIZIA informa

di Saverio Fossati

 

Un referendum davvero ragionato – Assoedilizia Informa

Un referendum davvero ragionato

A Milano la discussione è diversa da quella urlata in televisione

di Saverio Fossati

Il referendum accende gli animi. Ma soprattutto quelli a livello mediatico. Invettive e appelli apocalittici trovano poco spazio nei mille dibattiti che si sono sviluppati un po’ dappertutto e quindi anche a Milano. Assoedilizia Informa ha partecipato ad alcuni incontri, con rappresentanti del sì e del no che esponevano tranquillamente le loro posizioni senza demonizzare né il Governo né le opposizioni, a dimostrazione del fatto che i cittadini sono più maturi di alcuni leader. L’impressione generale è comunque che mentre il fronte del sì tenda a confidare nei futuri sviluppi positivi della riforma su aspetti di cui in realtà non vi è traccia nel testo di legge (si invita a leggere i testi a confronto in fondo a questo articolo), quello del no boccia soprattutto il sistema del sorteggio per la formazione del Csm, attribuendo a esso una deriva dalla necessità membri scelti dai magistrati sulla base di reali capacità.

Già nell’incontro organizzato da Maurizio Iennaco (responsabile milanese del dipartimento urbanistica di Fdi) il 27 febbraio e ospitato da Assimpredil-Ance gli argomenti sono stati soprattutto tecnici: il moderatore Fabio Massa si è rivolto prima a Sandro Sisler, deputato Fdi e vice presidente della commissione Giustizia della Camera, che ha giustificato la separazione delle carriere con una citazione del Pd del 2019, in cui si affermava la sua necessità per un processo equo con un giudice terzo. La separazione oggi non è compiuta, ha detto Sisler, e va fatto per concludere il progetto del processo accusatorio della riforma Vassalli del 1989.

Sul fronte opposto Alfredo Bazoli (senatore della commissione Giustizia) ha sottolineato la mancanza di dibattito in Parlamento e ha esposto i dati sulla terzietà dei giudici: nel 50% dei casi il giudice dà torto ai Pm, quindi già oggi esiste la libertà dei giudici rispetto ai Pm. Mentre l’eccessivo potere dei Pm rispetto ai Gip deve essere affrontato in sede procedurale e non ordinamentale. Il potere dei Pm, poi, con la creazione di un loro Csm, rafforzerebbe troppo la loro posizione.

Walter Verini (anche lui senatore della commissione Giustizia) ha evidenziato che oggi il Pm è tenuto a cercare anche le prove a discarico e solo dopo chiede il rinvio a giudizio, mentre costruire un corpo separato votato solo all’accusa vuol dire, come ha sottolineato lo stesso sottosegretario Delmastro, che il Pm abbia troppo potere. E, ha ricordato Verini, come dice il giurista Franco Carlo Coppi, l’esperienza del Pm diventa preziosa quando passa al ruolo giudicante. E sarebbe stato meglio dare le gambe alle riforma già avviate, assumendo personale e  magistrati, fare il processo telematico senza pasticci e digitalizzare le sedi giudiziarie.

Il deputato Mario Mantovani ha evocato il suo personale caso giudiziario: assolto da ogni accusa dopo anni, si è definito un testimone vivente del cattivo stato della Giustizia e che ha trovato un giudice completamente d’accordo con il Pm mentre .
Sul sorteggio dei membri dei Csm Bazoli ha affermato che gli innegabili problemi della giustizia in Italia,  cioè la lungaggine dei processi, il processo telematico che funziona male e la mancanza di personale, non vengono affrontati dalla riforma: evitiamo di dire che il Caso Garlasco, ha precisato Bazoli,  non ci sarebbe stato con la riforma. Il sorteggio, per Bazoli, introduce in Costituzione il principio che i magistrati non siano in grado di scegliere i loro rappresentanti. Si sostituisce il correntismo con l’amichettismo ma soprattutto sorteggiare rischia di privare di autorevolezza un organo così importante. Molti magistrati bravissimi nel loro lavoro non sarebbero adatti a svolgere un compito così complesso.

Sister ha sciorinato le cifre della ingiusta detenzione: 6.485 procedimenti dal 2017 al 2025, che hanno prodotto 95 azioni disciplinari con 9 censure semplici e un trasferimento. La ragione per cui non funziona la giustizia in Italia è che il Csm viene eletto sulla base di logiche correntizie.
Verini ha poi riconosciuto la crisi oggettiva della magistratura ma, ha detto, anche la politica subisce una grave crisi di fiducia eppure nessuno pensa a sorteggiare parlamentari e consiglieri regionali o comunali: la magistratura va aiutata a correggersi.

Le ragioni del sì e del no sono state oggetto, l’11 marzo, di un convegno organizzato presso la Casa di Quartiere Garibaldi/Strehler di Corso Garibaldi 27 a Milano, dal titolo “Referendum Costituzionale sulla Giustizia: Ragioni a Confronto”. L’evento è promosso da quattro realtà associative milanesi fortemente radicate nel tessuto civile e professionale della città: il Comitato Mi’mpegno, laboratorio civico e politico impegnato nella formazione e nella partecipazione responsabile dei cittadini; l’associazione Milano Vapore, realtà culturale e giuridica che promuove il confronto tra professionisti del diritto e la società civile; e l’Associazione Commercialisti Cattolici, che da anni opera nell’ambito dell’etica economica e della responsabilità professionale; e Piattaforma Milano, movimento civico milanese impegnato nella promozione della partecipazione democratica e del buon governo della città.

Ai saluti di Carmelo Ferraro, presidente di M’Impegno, sono seguiti quelli di Giampaolo Berni Ferretti (Pres. Milano Vapore),  che ha aperto il suo intervento con una citazione di Novalis sulla definizione di coscienza, che “è l’intermediario innato di ogni essere umano: essa rappresenta la posizione di Dio sulla terra. La coscienza è cioè l’essenza propria dell’uomo: nella sua trasfigurazione èl’uomo celeste originario. In questo esiste una sola virtù, vale a dire la pura e seria volontà”. E, proprio per introdurre un dibattito particolarmente pacato e fecondo, ha aggiunto una citazione dalla Institutiones di Giustiniano il cui concetto è che la maiestas imperiale non debba essere rappresentata solo dalla forza ma debba essere corroborata dalle leggi.

Con un incipit di buon livello, quindi, l’evento si è svolto, dopo i saluti di Claudio  Santarelli (Piattaforma Milano) con gli stimoli della moderatrice Silvia Costantini, che ha voluto sottolineare che lo scopo dell’incontro era capire cosa significa la  riforma e votare con consapevolezza.

Luigi Crema (ordinario di diritto internazionale all’Università Statale di Milano) ha spiegato la genesi della riforma. La Repubblica eredita la legge Grandi, con un controllo del Governo sulle due attività giurisdizionali. La Costituzione proclama l’indipendenza della magistratura dall’esecutivo ma nel penale resta il fatto che le due funzioni sono unite. Con il codice Pisapia-Vassalli c’è un embrione di separazione, negli anni Novanta si viene ad affermare un processo accusatorio (non più inquisitorio), per cui accusa e difesa si presentano ad armi pari davanti al giudice. Con la modifica dell’articolo 111 della Costituzione nel 1999 viene introdotto questo principio, detto del “giusto processo” ma il clima politico non permetteva grandi evoluzioni attuative e quindi si arriva alla riforma Nordio,che cerca di trasferire il giusto processo nell’organizzazione della giustizia italiana,con una doppia separazione, nella gestione dei magistrati (con due Csm separati). Le proporzioni dei due Csm sono uguali all’attuale Csm. Poi c’è la creazione di un’Alta Corte con le funzioni disciplinari.

La parola è passata a Luca Villa (procuratore del Tribunale per i minorenni di Milano), uno dei pochissimi che è passato dalla funzione giudicante a quella di pm per ben cinque volte. “E non ti porti dietro il lavoro precedente!” ha detto Villa: “Il codice Vassalli ha abrogato pretore e giudice istruttore, che facevano sia le indagini che giudicavano. Ma non per questo Vassalli non ha mai detto di essere favorevole alla separazione della carriere, anzi, prima ci voleva gravi motivi per cambiare e dopo bastavano adeguate attitudini, aprendo così al cambio delle funzioni”. E il Consiglio d’Europa, con  la raccomandazione  19/2000, chiedeva che gli Stati facilitassero il cambio delle carriere. Quindi la separazione non è stata chiesta dall’Europa. L’idea geniale dei costituenti (il controllo dell’esecutivo in realtà data dal codice Zanardelli) è stata di non mettere il pm da solo ma anzi di farlo governare da un organo dove i giudici sono la maggioranza. Con la riforma quello dei Pm diventa un corpo potentissimo e per un passaggio sotto l’esecutivo basta una legge ordinaria mentre con la polizia sottratta al controllo del Pm, quale rapporto sarebbe arrivato al pm per il caso di Rogoredo?

“Nel brogliaccio della famosa intervista – ha puntualizzato Benedetto Tusa (avvocato e componente Cnf) –  Vassalli afferma in effetti di essere favorevole alla separazione delle carriere”. La Costituzione, ha proseguito Tusa, parla di un organo autonomo e indipendente e la modifica prevede che la magistratura è composta dai magistrati delle due carriere, non mi pare un grande stravolgimento. La Costituzione non pone identità di carriere,l’azione penale resta obbligatoria e l’autogoverno rimane.

L’avvocato Paola Lovati (componente Ordine avvocati di Milano) ha spiegato cosa accade al Pm nel processo civile: il suo ruolo è infatti previsto in moltissimi casi, dall’affidamento dei minori, separazioni e divorzi, trattamenti sanitari; inoltre la trascrizione delle negoziazioni assistite, è proprio convalidata dal Pm. Quindi mi preoccupa l’assoluto disinteresse rispetto al Pm nell’azione civile. Inoltre, come saranno fatti i prossimi concorsi?

L’intervento di Claudio Castelli (già Presidente Corte d’Appello di Brescia) è stato centrato sul nuovo Csm: è vero che l’articolo 104 della Costituzione è simile a quello di altri Paesi dove l’esecutivo esercita un pesante controllo ma per questo era stato creato un Csm. Ma la triplicazione degli organi e il sorteggio dei componenti sicuramente indebolisce l’autogoverno. Il sorteggio dei magistrati è puro mentre per quelli di nomina politica il sorteggio avviene all’interno di un listino. Poi si demanda alla legge ordinaria il sistema. Il sistema “1 vale 1” non è corretto  ma il sistema del correntismo è stato scoperto nel 2020 e la situazione ora è molto cambiata, perché già nel 2022 è sopravvenuta la legge Cartabia che ha cambiato il sistema elettorale del Csm introducendo requisiti specifici, Ma soprattutto è cambiato il clima: sono andati deserti due appelli per Pg di Torino e Potenza. Cedo poi che l’autonomia venga gravemente lesa: per esempio la richiesta del ministero di trasferimento del procuratore della Repubblica di Milano è stato rigettato (anche dai membri laici), con un Csm sorteggiato cosa avverrebbe? Essere lì per caso, si è chiesto Castelli, vuol dire non avere una visione organizzativa. Perché gli Ordini di avvocati e commercialisti non vengono sorteggiati?

Gianmarco Brenelli (avvocato)  ha replicato richiamando il fatto che la legge Cartabia ha istituito il fascicolo del magistrato per ovviare alla mancata valutazione professionale. Ma la risposta a questo fascicolo  dell’Anm è stata negativa e il Csm ha disinnescato il meccanismo. I dati della valutazione professionale: risulta positiva per oltre il 99%. I giudici che danno torto al pm nel pomeriggio sono soggetti al giudizio della corrente  di cui fa parte il pm “bocciato”. Il pm lavora molto nei media e questo ha creato una solitudine del giudice, che vorrebbe magari assolvere dopo un bombardamento mediatico che incoraggia i Pm. Il sorteggio è solo una medicina rispetto alla patologia delle correnti. Le cinque punizioni seguite al caso Palamara sono pochissime rispetto alle 60mila mail in cui si evidenzia il commercio delle cariche. Si possono fare critiche sulla lista degli avvocati elaborata dal Parlamento. E quindi “via tentanda est”.

I socialisti hanno deciso di votare sì, ha detto Luigi Giuliano, unico esponente politico presente, perché viviamo in una situazione di istituzioni deboli e passioni forti. La rinuncia della politica a scelte di riforma ha portato a un allargamento della funzione giurisdizionale, sino a parlare di supplenza della magistratura, quante cose vengono risolte, per esempio, dal Tar al posto della politica? Serve un tavolo di confronto per una soluzione condivisa sul sistema del sorteggio, introducendo dei criteri. In sostanza, il 24 marzo non accadrà nulla.

Passando ad altre realtà cittadine, la posizione di Franco Mirabelli, esponente Pd e vicepresidente vicario dell’Associazione Democratici per Milano, è tutta politica, riassunta sul sito dei Democratici per Milano soprattutto nella critica all’incapacità della riforma nel risolvere i veri problemi della giustizia, mentre mira a controllare la magistratura da parte dell’esecutivo.

All’incontro informale organizzato da Edoardo Croci, professore a contratto alla Bocconi, hanno preso invece la parola per il sì Nicolò Zanon (Vicepresidente della Corte Costituzionale), Marilisa D’Amico (ordinaria di Diritto Costituzionale alla Statale) e Carlo Scognamiglio, economista ed ex presidente del Senato.

I TESTI DELLA COSTITUZIONE A CONFRONTO

Referendum Giustizia 2026 / COSTITUZIONE ART. 87

Referendum Giustizia 2026 / COSTITUZIONE ART. 102

Referendum Giustizia 2026 / COSTITUZIONE ART. 104

Referendum Giustizia 2026 / COSTITUZIONE ART. 105

Referendum Giustizia 2026 /  COSTITUZIONE ART. 106

Referendum Giustizia 2026 / COSTITUZIONE ART. 107

Referendum Giustizia 2026 / COSTITUZIONE ART. 110

TESTO DI LEGGE COSTITUZIONALE PUBBLICATO IN G.U. 30-10-2025

ART. 8 – Disposizioni transitorie

  1. Le leggi sul Consiglio superiore della magistratura, sull’ordinamento giudiziario e sulla giurisdizione disciplinare sono adeguate alle disposizioni della presente legge costituzionale entro un anno dalla data della sua entrata in vigore.
  2. Fino alla data di entrata in vigore delle leggi di cui al comma 1 continuano a osservarsi, nelle materie ivi indicate, le norme vigenti alla data di entrata in vigore della presente legge costituzionale.

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