Viticoltura ecocompatibile in Sicilia

PALERMO – In arrivo una prima tranche dei contributi relativi al comparto vitivinicolo previsti dalla legge regionale 19 del 2005, lo prevede una circolare dell’assessorato
all’Agricoltura che sarà pubblicata nei prossimi giorni sulla Gazzetta ufficiale della Regione siciliana; nel complesso, si tratta di 10 milioni di euro all’anno per 5 anni, per la
diffusione dei metodi di produzione agricola e di gestione dei terreni compatibili con la tutela dell’ambiente e del suolo, salvaguardando nel contempo la redditività dell’impresa.

Il bando per l’assegnazione dei contributi era stato pubblicato sulla Gurs il 21 aprile del 2006. Le domande presentate sono circa 1.900, di cui il 70 per cento nella provincia di Trapani. A
causa dei ritardi dell’iter istruttorio derivanti dalle nuove procedure informatiche (il portale del Sian, il Sistema informativo agricolo nazionale), stabilite dall’organismo pagatore Agea
(l’Agenzia per le erogazioni in agricoltura), infatti, non è stato possibile procedere alla liquidazione degli aiuti nei tempi precedentemente programmati dall’assessorato.
«Pertanto – spiega l’assessore regionale all’Agricoltura, Giovanni La Via – per non penalizzare ulteriormente il comparto, gli imprenditori agricoli, che a suo tempo hanno presentato
l’istanza e che risultano inseriti in graduatoria, potranno chiedere un’anticipazione del 60 per cento dell’importo richiesto con la domanda, previa stipula di un’apposita fideiussione bancaria
a favore dell’amministrazione regionale pari al 110 per cento della cifra richiesta e con scadenza a 120 giorni dalla data della stipula».

Contestualmente alla richiesta di anticipazione, gli agricoltori dovranno confermare di essere in possesso dei requisiti già richiesti dal bando e di avere rispettato gli impegni
previsti dalla misura F1a del Programma di sviluppo rurale 2000/2006.
«Gli imprenditori – afferma il dirigente generale del Dipartimento regionale degli interventi strutturali dell’assessorato, Giuseppe Morale – dovranno impegnarsi anche ad accettare
eventuali compensazioni o a restituire le somme percepite, se al termine dell’istruttoria dell’istanza la cifra assegnata sarà inferiore a quanto richiesto o se la conclusione
sarà negativa».

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