Vecchioni (Confagricoltura): competere nella geografia mondiale del vino

“Strumenti per poter migliorare la propria performance competitiva, per recuperare vecchi mercati e conquistarne di nuovi, è quanto chiede il sistema produttivo italiano di fronte alla
nuova geografia mondiale del vino”, lo ha detto il presidente della Confagricoltura Federico Vecchioni, a Firenze, alla tavola rotonda “Valori e valore del vino italiano, la parola alla
filiera”.

Il presidente Vecchioni ha spiegato come, in questi anni si stia consolidando una dicotomia produttiva fra Paesi, come l’Italia, con una forte tradizione vitivinicola, che stanno riducendo i
propri volumi produttivi, e i “nuovi Paesi” che offrono quantità maggiori e standard qualitativi sempre più elevati.

“La leadership europea per adesso non è messa in discussione – ha detto – sempre che gli orientamenti della Commissione sulla politica comunitaria con la nuova OCM non ci portino a
smentire questo primato. Ma l’arena competitiva si è notevolmente ampliata e le capacità dei nuovi Paesi produttori sono cresciute in maniera importante”.

I produttori di Confagricoltura chiedono di istituire un regime vitivinicolo basato su regole semplici, chiare ed efficaci, che permettano di raggiungere condizioni operative paragonabili a
quelle dei nostri competitors; di tutelare le migliori tradizioni della nostra produzione vitivinicola; di rafforzare il tessuto sociale di molte zone rurali e di garantire che la produzione
sia realizzata nel rispetto dell’ambiente.

Ma anche una politica complessiva che tenga in debito conto le opportunità offerte da alcune delle leve che maggiormente la possono qualificare: in primo luogo la promozione delle nostre
produzioni nei mercati esteri.

Il presidente Vecchioni si è quindi soffermato sulla discussione in atto sulla normativa europea. Confagricoltura ritiene che le proposte della Commissione per l’OCM vino siano non
risolutive per le problematiche del nostro settore vitivinicolo.

“Si propone di ridurre la produzione e la superficie – ha detto il presidente Vecchioni – senza riferimento ad alcuna politica di riorganizzazione dell’offerta, né a programmi di
promozione del consumo interno. L’approccio della Commissione non è orientato in un’ottica di lungo periodo e gli strumenti individuati appaiono assolutamente inadeguati per le
caratteristiche del sistema vitivinicolo europeo”.

C’è poi un problema di risorse. “E la vera sfida – ha detto il presidente Vecchioni – si vince se la filiera saprà dare al ministro De Castro poche soluzioni, chiare e precise”.

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