USA: l’olio in tribunale

USA: l’olio in tribunale

By Redazione

Gli Stati Uniti aumentano i propri standard nella cultura dell’olio.

California, Maryland, New York, Oregon ed ora Connecticut: tutti questi Stati hanno deciso di allineare la propria legislazione agli standard del Consiglio Oleicolo Internazionale (Coi),
rendendo le proprie norme sul’ olio d’oliva più restrittivi.

In particolare, i legislatori Usa si sono scagliati contro gli oli d’oliva mischiati con olio di nocciola, di soia e d’arachidi. A tal proposito, il commissario del DCP (Dipartimento per la
protezione dei consumatori) ha ribadito durante una specifica conferenza stampa come primo obiettivo della nuova normativa sia proteggere l’acquirente in particolar modo gli allergici,
particolarmente vulnerabili a miscele contraffatte.

Richard Blumenthal, procuratore generale del Connecticut, ritiene che i nuovi provvedimenti siano perfettamente in linea con le leggi federali, ha inoltre ribadito come il DCP “ha il diritto
e la responsabilità di proteggere il pubblico, che è quello che stiamo cercando di fare qui”
.

Tra i principali del nuovo corso legale si segnala la Gourmet Factory, uno tra i principali importatori d’olio, impegnata in una battaglia su due fronti.

I suoi avvocati hanno già presentato un ricorso contro la normativa: già bocciato una volta, ora il ricorso deve sottostare al parere della Corte Suprema statale. Sul piano
commerciale, l’azienda ha lamentato un comportamento sleale da parte di concorrenti che starebbero insinuando che quanto da loro venduto non risulta in regola con le regole dello Stato.

Matteo Clerici

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