Un altro stop al Piano Faunistico di Bologna
3 Aprile 2008
Bologna – Sono troppe le zone di gestione privata della fauna nel territorio di Bologna secondo il progetto presentato in Giunta dall’Assessore alla Pianificazione Faunistica Marco
Strada, e la proposta di «perimetrazione delle zone sature» del Piano Faunistico, ieri, non è stata approvata.
«Vaste aree del territorio bolognese» spiega Claudio Governi, Responsabile Ambiente e Territorio di Coldiretti Bologna «sono affidate a privati che le richiedono per
istituirvi zone di caccia privata o di ripopolamento della selvaggina. Il problema è che in questo modo quasi il 15% della superficie provinciale è sottratta alla gestione
pubblica della fauna e, quindi, l’intervento delle istituzioni sul territorio – anche quando viene effettuato in modo corretto – perde gran parte della sua efficacia.»
Ad esempio, se nel 15% del territorio provinciale privati cittadini decidessero di allevare animali selvatici, per aumentare la selvaggina per la caccia, è evidente che le misure di
contenimento di queste specie che la Provincia può effettuare nel resto delle aree non daranno i risultati adeguati. Anche perché gli animali difficilmente rispettano i confini
tracciati dall’uomo, e si riversano ovunque, con i risultati e i danni per la collettività che sono ormai ben noti.
«Se a questo 15% di territorio a gestione faunistica privata» riprende Governi «aggiungiamo un altro 25% di parchi e zone protette a gestione pubblica, arriviamo ad un 40%
della superficie provinciale nella quale gli animali selvatici non possono essere in alcun modo cacciati.»
E’ evidente che in questo modo la Provincia non può intervenire adeguatamente per tutelare l’equilibrio biologico ed ambientale dell’area bolognese.
«Siamo soddisfatti della serietà con cui la Giunta provinciale di Bologna, in particolare l’Assessore all’Agricoltura e la Presidenza della Provincia, sta lavorando
sull’applicazione del Piano Faunistico Venatorio» afferma Roberto Maddè, Direttore di Coldiretti Bologna «La bocciatura della proposta di perimetrazione delle aree private di
gestione faunistica presentata dall’Assessore Strada – che non aveva incontrato neanche la nostra approvazione in Consulta Venatoria – ci dimostra che, grazie all’attenzione con cui la Giunta
lo sta esaminando, tanti «nodi» che Coldiretti aveva evidenziato e criticato nel Piano Faunistico Venatorio stanno venendo al pettine. La difficoltà causate dal Piano nella
gestione del territorio e del patrimonio ambientale, faunistico e paesaggistico che appartiene a tutti i bolognesi emergono giustamente anche nelle sedi istituzionali, preposte al governo della
nostra provincia. Coldiretti farà di tutto per continuare a tenere la questione ambientale al centro dell’attenzione, chiedendo alla Provincia ed alle Istituzioni locali di continuare a
lavorare per tutelare la biodiversità naturale e lo sviluppo economico e turistico del territorio, senza cedere agli interessi di privati o di lobbies.»





