Umbria: La cooperativa “Grifo Latte” comunica una riduzione del 10% del prezzo del latte

Umbria: Gli allevatori della Cia Umbria, che sono soci della cooperativa “Grifo Latte”, hanno inoltrato nei giorni scorsi vibranti proteste al presidente regionale
Antonio Sposicchi perché intervenga nei confronti della dirigenza della cooperativa, che ha comunicato loro una riduzione dell’anticipo del 10 per cento del prezzo del
latte.

La Cia Umbria da mesi sottolinea la crescente difficoltà reddituale che vivono moltissime imprese agricole a causa dell’aumento dei costi di produzione, dei costi prodotti
dalla pesantezza esasperante della burocrazia e dalla diminuzione del prezzo dei prodotti agricoli nel momento in cui vengono venduti sul mercato.

Rispetto a quest’ultimo problema molto spesso le responsabilità vengono addossate all’industria di trasformazione e alla grande distribuzione organizzata e si afferma
che la “cooperazione” è e può rappresentare uno strumento economico in mano agli stessi produttori e quindi in grado di valorizzare la produzione.

La cooperativa “Grifo Latte” è presieduta da uomini espressione della Coldiretti dal settembre 2006. Stupisce, quindi, che l’organizzazione, che nei suoi
documenti addirittura afferma che una “parte della grande cooperazione ha tradito se stessa”, poi quando esercita concretamente nelle cooperative il ruolo di massima
responsabilità abbia -afferma la Cia Umbria- gli stessi comportamenti di quelli che essa accusa!

Non vogliamo fare sterili polemiche, ma invece -continua la Cia Umbria- indurre chi dirige questa importante struttura economica per l’agricoltura umbra ad adottare tutti i
provvedimenti individuati, da ultimo in occasione dell’approvazione del bilancio 2007, che porterebbero ad un netto miglioramento della gestione economica della cooperativa e
quindi alla possibilità di retribuire meglio il latte che i soci conferiscono.

Alla Cia nello scorso mese di maggio, quando venne rinnovato le cariche elettive, fu negata la rappresentanza anche di un solo socio nell’ambito del Consiglio di amministrazione,
nonostante che 17 degli 80 soci sono espressione della Cia, adducendo che il Consiglio precedente aveva iniziato un lavoro importante e aveva trovato una forte unità
d’intenti che andava preservata.

Esercitando un alto senso di responsabilità accettammo, pur non convivendo, quella richiesta che divenne decisione. Oggi affermiamo con altrettanto senso di responsabilità
che -rileva la Cia Umbria- l’attuale presidente e il Consiglio di amministrazione debbono correggere alcune scelte gestionali importanti, in modo da rendere più efficiente
la gestione, altrimenti non potremmo che assecondare e sostenere le proteste dei nostri soci e più in generale del mondo agricolo.

Leggi Anche
Scrivi un commento