Ue-Usa: scongiurato l'ingresso di “pollo al cloro”
3 Giugno 2008
La conferma del blocco all’import di pollo trattato con il cloro dagli Usa è una risposta chiara all’esigenza di sicurezza e qualità espressa sia da parte dei consumatori che
degli stessi produttori agricoli europei, così la Cia-Confederazione italiana agricoltori commenta con soddisfazione la decisione del Comitato europeo per la catena alimentare e animale
dei 27 Stati membri della Ue che ha respinto la proposta della Commissione esecutiva di Bruxelles che prevedeva la fine del bando, in vigore dal 1997.
La bocciatura del Comitato -ricorda la Cia- è stata presa quasi all’unanimità: 26 paesi, tra cui l’Italia. Solo la Gran Bretagna si è astenuta. Tale decisione degli esperti
obbliga così la Commissione Ue a fare un clamoroso dietrofront. E questo alla vigilia del vertice bilaterale tra Usa-Ue. La strada indicata è, comunque, quella giusta ed evita un
pericoloso precedente che poteva aprire le frontiere europee e, quindi, quelle italiane a prodotti sulla cui salubrità e qualità sussistono molti e fondati dubbi. Ora è
auspicabile che anche il Consiglio Ue, cui passa la questione, confermi il parere del Comitato.
Infatti, per l’Italia, che nel settore avicolo ha raggiunto l’autosufficienza nei consumi, l’eventuale fine del blocco al pollo al cloro poteva portare sul mercato produzioni di minore
qualità e non certo sicure. In questo senso diventa fondamentale che l’Unione europea acceleri le decisioni per arrivare ad un’etichettatura che consenta di indicare e valorizzare il
Paese di provenienza di tutte le carni che finiscono sulle nostre tavole.
Per questo motivo la Cia ribadisce l’importanza dell’etichettatura d’origine anche per il pollo. Solo in questo modo si può contrastare l’arrivo in Italia di produzioni pericolose e
tracciare chiaramente il percorso dall’allevamento alla tavola. Una trasparenza che diventa essenziale per garantire i consumatori, ma anche gli stessi produttori.




