Studi di settore: la Commissione degli esperti illustra i correttivi anticrisi

Studi di settore: la Commissione degli esperti illustra i correttivi anticrisi

Quattro immediate tipologie di correttivi e una raccolta tempestiva delle situazioni che giustificano il mancato adeguamento, per permetterne approfondita analisi e ampia diffusione.
E’, in sintesi, la strategia elaborata, nella riunione di ieri, dalla Commissione degli esperti per “adeguare” gli studi di settore alla crisi, permettendo allo strumento di mantenere il proprio
grado di rappresentatività pur nell’attuale difficile congiuntura economica.

Un processo, questo, teso sia a “preparare” Gerico alla prossima dichiarazione sia a consentire un corretto utilizzo degli studi di settore in sede di selezione, controllo e accertamento, che ha
acquisito anche dignità positiva, con l’articolo 8 del decreto legge anticrisi; norma che dà la possibilità di procedere a una revisione straordinaria degli studi di settore
anche successivamente alla loro pubblicazione in Gazzetta ufficiale.

I correttivi
Sulla base delle risultanze emerse dalla disanima di dati macroeconomici e settoriali, di informazioni provenienti dagli stessi contribuenti (i “questionari sulla crisi”), della comunicazione
annuale dei dati Iva 2009, la Sose (Società per gli studi di settore) ha individuato, come anticipato, quattro tipologie di intervento per adeguare il software Gerico alla prossima
dichiarazione dei redditi:

  • correttivi relativi al costo del carburante e delle materie prime (metalli), tesi a sterilizzare l’effetto dovuto all’incremento del costo del venduto o della produzione di servizi, frutto
    dell’aumento dei prezzi e non di una maggiore capacità di generare ricavi
  • correttivi specifici, a livello di cluster, per mantenere la rappresentatività in settori (si pensi a quello tessile) in cui l’alterazione delle variabili economiche ha
    prodotto una contrazione dei margini e una modifica dei modelli organizzativi
  • correttivi congiunturali individuali, che interessano tutti gli studi di settore e che hanno lo scopo di adattare la funzione di ricavo in presenza di crisi a livello individuale
  • interventi sugli indicatori di normalità economica, con una rimodulazione dei “valori soglia”.

Il tutto porterà a una situazione in cui il 58% dei soggetti che applicano gli studi di settore saranno interessati da almeno un correttivo. E per gli altri?

Annotazioni e segnalazioni
Riferendosi a situazioni individuali rimaste fuori dai correttivi, la Commissione degli esperti ha, da un lato, “ribadito” che nessun adeguamento va fatto nel caso il cui contribuente non
si riconosca nelle risultanze degli studi, riservando allo spazio per le annotazioni la giustificazione a tale comportamento; d’altro canto, l’Organismo ha richiamato tutti, associazioni,
professionisti e Osservatori regionali, a segnalare con tempestività “ed in modo documentato situazioni particolari e ripetutamente riscontrate nelle quali si ritiene che il
contribuente non debba adeguarsi
“.
“Organizzatore” di tale raccolta telematica di dati e notizie, da acquisire attraverso Gerico 2009, l’agenzia delle Entrate attraverso Sose, suo naturale partner in materia.

Accertamenti 2008 e 2009
In merito alle attività di accertamento relative ai periodi di imposta 2008 e 2009, infine, la Commissione ha segnalato l’opportunità che venga adottata “particolare prudenza
nelle situazioni in cui gli scostamenti saranno di lieve entità
“, esprimendo la necessità che il risultato degli studi di settore sia corroborato da ulteriori elementi in grado
di rafforzare la pretesa tributaria. Del resto, che gli studi di settore non costituiscono in alcun modo una sorta di catastizzazione è stato anche recentemente ribadito dai vertici
dell’Agenzia

Alfonso Lucarelli

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