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Sovvenzioni agricole Ue: roba da ricchi e da multinazionali

By Redazione

Non bastavano la Regina d’Inghilterra e il principe di Monaco, o peggio ancora la Philips Morris, la Royal Dutch Shell e la Nestlè, a questa già nutrita lista si è aggiunta
una Fondazione, quella di un ricchissimo principe del Liechtenstein, Hans-Adam II, questa percepisce più di 1,7 milioni di euro di sovvenzioni agricole Ue.

Detiene il primato in Austria ed è tra i primi beneficiari europei. E’ quanto evidenzia la Cia-Confederazione italiana agricoltori per la quale su questo particolare fronte occorre fare
massima chiarezza, riflettendo sugli attuali meccanismi che creano troppe distorsioni.

E’ paradossale -afferma la Cia- che oggi oltre l’80 per cento delle sovvenzioni Ue vada soltanto al 22 per cento delle aziende agricole. Questo significa che i piccoli e medi agricoltori
subiscono gli effetti distorsivi e gli squilibri di un meccanismo che va ripensato.

Per questo motivo la Cia si trova d’accordo sulle conclusioni cui è giunta una riunione a Venezia di sei ministri agricoli Ue, tra i quali Paolo De Castro, che hanno convenuto sulla
necessità di definire obiettivi e strategie prima di parlare di bilancio agricolo. Insomma, una sorta di verifica della Pac, in modo da evitare tutte quelle distorsioni che oggi,
purtroppo, ancora si registrano e vanno a danno di molti agricoltori.

D’altra parte, non è pensabile, al momento, discutere sull’opportunità di riorganizzare il bilancio Ue in campo agricolo, senza che -sottolinea la Cia- si apra un ampio articolato
confronto sulla politica agricola comune e sui suoi futuri obiettivi.

E’, quindi, opportuno -conclude la Cia- che si rifletta sull’iniqua distribuzione delle risorse. Non si può assistere a situazioni che sono semplicemente paradossali. Le sovvenzioni Ue
non possono essere patrimonio e privilegio esclusivo di chi è già ricco o ricchissimo, mentre a chi veramente necessitano arrivano solo le briciole. E’ ora di cambiare registro.

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