Social card: gli enti locali potranno finanziare la carta acquisti

Social card: gli enti locali potranno finanziare la carta acquisti

Gli enti locali potranno partecipare al finanziamento della carta acquisti. In una nota pubblicata
sul sito del ministero dell’Economia e delle Finanze, sono stabilite le modalità di coinvolgimento delle amministrazioni locali al progetto, sulla base di quanto stabilito dal decreto
interdipartimentale n. 89030 del 16 settembre 2008. Tra i primi enti a sfruttare la possibilità di ricaricare la carta, la regione Friuli Venezia Giulia con un contributo aggiuntivo di 120
euro a bimestre, la città di Alessandria con 40 euro e il comune di Cassola (VI) con 80 euro.

Carta acquisti: un ripasso su cos’è e come funziona
Introdotta dal Dl 112/2008, la social card può essere utilizzata per effettuare acquisti presso negozi, supermercati, farmacie o per il pagamento di bollette ed è ricaricata dal
ministero dell’Economia e delle Finanze per un importo di 80 euro a bimestre. I beneficiari, in sintesi, sono i contribuenti con Isee (Indicatore della situazione economica complessiva) inferiore
o uguale a 6.235,35 euro, di età superiore a 65 anni o famiglie con figli al di sotto dei tre anni (in possesso anche di altri particolari requisiti).

La partecipazione delle Pa locali
Gli enti locali adesso potranno ricaricare, integrando quanto già finanziato dallo Stato, la social card dei cittadini beneficiari residenti nell’ambito di propria competenza territoriale.
Per aderire al progetto, avranno la possibilità di accedere telematicamente e in modo gratuito alla banca dati contenente informazioni sui beneficiari residenti e sull’utilizzo delle
carte.

La decisione su modalità e quantum da aggiungere alla carta verrà presa con un provvedimento dell’amministrazione (delibera del Consiglio o della Giunta o atti similari) e
stipulando un protocollo d’intesa con i ministeri dell’Economia e delle Finanze e del Lavoro e delle Politiche sociali. Inoltre, gli enti potranno modificare l’importo da aggiungere alla social
card in base ai propri fabbisogni effettivi. Allo stesso modo, potranno decidere di estendere l’utilizzo della carta a nuove categorie di cittadini e integrarne l’uso con altre agevolazione su
base locali (ad esempio, sconti, tariffe ridotte, eccetera).

Infine, va sottolineato che le amministrazioni locali potranno recedere dalla convezione di partecipazione al progetto in qualsiasi momento e senza alcun costo.

Alessandra Gambadoro

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