Scoperta una nuova chiave per la trasmissione dell'influenza aviaria nell'uomo

I ricercatori del Mit hanno scoperto una differenza critica tra i virus dell’influenza che infettano gli uccelli e l’uomo, il che potrebbe aiutare gli addetti ai lavori a monitorare
l’evoluzione delle diverse specie di influenza aviaria, fornendo un contributo importante allo sviluppo di vaccini contro una pandemia di influenza mortale.

I ricercatori hanno scoperto che la capacità di un virus di infettare gli essere umani dipende dalla possibilità che esso si leghi a uno specifico tipo di recettore sulla
superficie delle cellule umane respiratorie. «Adesso che sappiamo cosa dobbiamo osservare – sostiene Ram Sasisekharan, docente di Ingegneria biologica al Mit e autore dello studio
pubblicato sull’ultimo numero di Nature Biotechnology – questo ci può aiutare non solo a monitorare il virus dell’influenza aviaria ma anche a sviluppare interventi terapeutici
potenzialmente migliorati sia per l’influenza aviaria sia per la classica influenza di stagione».

I virus dell’influenza si presentano sotto diverse forme e non tutti sono in grado di infettare l’uomo. Le forme conosciute come H1 e H3 sono saltate dagli uccelli all’uomo e perciò sono
in grado di attaccare le cellule delle vie aeree superiori. La forma H5 è solitamente confinata agli uccelli, ma quando infetta l’uomo ha un altissimo tasso di mortalità.

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