Sardegna: Per il Segretario della Cisl Medda nel 2009 bisogna impegnarsi per abbattere la disoccupazione e la povertà
30 Dicembre 2008
Cagliari – Il 2008 è stato per la Sardegna un anno di profonda crisi economica e sociale. Lo ha sostenuto il segretario generale della Cisl, Mario Medda, secondo il quale
“la conoscenza dello stato del mercato del lavoro e della povertà nell’Isola è indispensabile per lavorare ad un cambiamento positivo nel corso del 2009”.
Per questo motivo la Cisl sarda ha riassunto in un Documento i numeri del lavoro, della disoccupazione e della povertà in Sardegna. “E’ indispensabile, infatti, ripartire dalle
caratteristiche del mercato del lavoro – ha sottolineato Medda – dalla disoccupazione reale, dall’importo medio mensile dei pensionati, dall’esiguo reddito dei disoccupati per costruire
i presupposti di un rilancio dell’economia e per rafforzare le tutele sociali nell’Isola.
L’Istat indica per la Sardegna nel 22,9% il numero delle famiglie che si collocano al di sotto della linea della povertà, percentuale che continua a crescere negli anni (nel 2004
era il 15,4%, nel 2003 il 13,1%). Il numero delle famiglie ha una consistenza di 659.085 unità – è spiegato nel Documento della Cisl – e ciò significa che almeno
150.930 famiglie si trovano in condizione di povertà: erano 87.910 nel 2004 e 74.780 nel 2003, vale a dire che, nell’arco di un quadriennio, oltre 76 mila famiglie sono entrate
all’interno della soglia della povertà (valore quasi doppio a quello di quattro anni prima).
Poiché la consistenza media delle famiglie è pari a 2,5 unità significa che circa 377 mila individui soffrono di questo problema (erano 245.269 nel 2004 e 208.638
nel 2003). Altri indicatori della povertà materiale, cioé di reddito- ha osservato la Cisl – riguardano la disoccupazione, gli ammortizzatori sociali e le pensioni.
I dati Istat sulle forze lavoro relativi al terzo trimestre 2008 rilevano un tasso di disoccupazione al 10,8% ( 2,1 punti percentuali rispetto all’anno precedente). Mentre migliaia di
persone vivono con un reddito insufficiente, sotto la soglia della povertà relativa calcolata in 970,34 euro mensili per due componenti. Il valore medio mensile delle pensioni
sarde, infatti, è stato nel 2008 di 614,22 euro. L’importo medio mensile delle pensioni e assegni sociali è stato di 318,34; l’importo medio delle pensioni ai superstiti
di 486,14; e l’importo medio mensile delle pensioni di vecchiaia di 880,13.
L’indennità dei lavoratori in mobilità è inizialmente di poco meno di 1.000 euro al mese; mentre per i lavoratori in mobilità in deroga il primo anno
è di 780 euro circa, successivamente di 430 euro mensili. Mentre i lavoratori socialmente utili hanno un’indennità di 513 euro al mese circa. I lavoratori in Cigs e Cigs
in deroga hanno un’indennità di primo anno fra 998 e 830 euro, dal secondo anno rispettivamente 658 euro e 547 euro.
A questi dati è necessario aggiungere il fenomeno in aumento del lavoro precario che in Sardegna sta assumendo una forte connotazione: il tasso di irregolarità è
del 17,8% mentre il part-time raggiunge la percentuale del 9,1% rispetto ai dipendenti totali.
Ansa.it per NEWSFOOD.com




