Salerno, un «Cuoppo» contro la crisi
13 Marzo 2009
La vecchie tradizioni per combattere la nuova crisi economica. E’ il caso di Salerno dove i ristoratori alimentari hanno riscoperto un vecchio prodotto, il «cuoppo de mare», molto
apprezzato dai frequentatori della movida cittadina. Il cuoppo è un cono di frittura, alto circa 20 centimetri ripieno di paranza, alici gamberi e calamari, venduto con un prezzo variabile
dai 3 ai 5 Euro. Da sempre presente nelle città di mare, è ritornato a galla (è proprio il caso di dirlo) alla grande grazie a due manifestazioni: la fiera del Crocifisso e
la sagra «Frienn’ Magnann’ o’ cuoppo». La prima gli ha creato una base di consenso, la seconda, tenutasi a Baronisi, in località Acquamela, ne ha legittimato alla grande il
successo.
Tornando a Salerno, ci sentiamo d’indicare tre locali dove gustare questo prodotto, che nelle classifiche dei golosi del posto sta tranquillamente superando kebab o hamburger.
Il primo è la pescheria Arturo Pesca, a Largo Dogana Regia, alle spalle del palazzo di Provincia, tra il Lungomare e il cuore del centro storico. Ogni sabato, i cuochi preparano il
«Fritto del Moro», detto così per la perenne abbronzatura del proprietario. Nel prodotto, classici calamari, gamberi e alici, i passanti possono scegliere tra altri ingredienti
congelati (frittelle di alghe e mozzareline) o frutto della pesca quotidiana (orate e sogliole piccole, triglie). Tutta la procedura, dalla scelta degli ingredienti all’impanatura alla frittura,
viene fatto davanti agli occhi dei clienti, ed anche questo fa parte del fascino del posto.
Il secondo è la cuopperia di Squisito, situata vicino al Lungomare. Posti a sedere e 8 menù predefiniti: cuoppo squisito, cetarese, de I due fratelli, quello del pescatore, del
mozzo, del marinaio, fish&chips e chicken&Chips.I prezzi vanno dai 3,50 ai 5 euro. Questa cuopperia ha però ulteriore particolarità: nel suo successo, c’è un pizzico
di Nord Italia, Venezia per la precisione. Spiega Veronica Nicoli, la propietaria: «A Venezia dove io e mio marito abbiamo vissuto per alcuni anni, si usa mangiare la frittura di pesce
abbinata al vino, nell’ora dell’happy hour. Tornati a Salerno, un anno fa abbiamo pensato che l’happy hour veneziano, in una città di mare poteva diventare un’attività acquistando
il pesce in alcune pescherie fidate».
Il terzo locale, che si trova in Costiera, vicino Cetara, è la Cuopperia del convento, la prima in provincia a lanciare la moda. Costruita vicino al mare, confeziona la frittura di
paranza, come da tradizione, solo d’estate. Per gran parte dell’anno, da ottobre a marzo, è chiusa.
In fondo, locali a parte, il segreto del cuoppo è semplice: piacere senza costare eccessivamente. Stomaco e gola soddisfatti e portafoglio risparmiato. E questo, in tempi di crisi, non
è certo poco.
Matteo Clerici





