Riserva Aurea Italiana: di chi è l’oro accantonato? …e dov’è?

Riserva Aurea Italiana: di chi è l’oro accantonato? …e dov’è?

Domenica 19 agosto

Se è così, se è vero che l’oro della “Riserva Aurea Italiana” è di Bankitalia, cioè delle Banche, è come se a guardia del nostro pollaio -chi
dovrebbe  custodire i nostri beni- avesse messo le volpi e tutte le nostre scorte per l’inverno le avesse accantonate nella caverna dei procioni!

Urge approfondire la questione e prepararsi alla lotta per le prossime elezioni con volti nuovi, magari inesperti ma con voglia di riportare il Paese in condizioni più vivibili cercando
di eliminare gli sprechi e i politicanti corrotti.

I banchieri genovesi avevano veramente le riserve auree ed erano in grado di finanziare perfino le guerre tra stati europei e o imprese alla scoperta di altri mondi.

Prima della Cartamoneta, dei “Pagherò”, della comunicazione in tempo reale e della globalizzazione dei mercati,  i mercanti sapevano perfettamene a quanto ammontava il loro
patrimonio in beni tangibili, non “titoli virtuali”.

Oggi pare che i ricchi siano coloro che  hanno più potere di credito  (e quindi i più indebitati). Ed è anche ormai obsoleto trasferire denaro contante tra una
banca e l’altra: tutto è ormai “on line”. Oggi non è importante essere ricco, l’importante è vivere da ricchi e far credere agli altri che lo si è. Quelli che ancora
credono nel lavoro onesto per sostenere la famiglia sono dei “retrogradi”. E’ quello che ci pare di capire da come va il mondo oggi.

… a volte mi chiedo:-“Se un giorno il nostro Presidente del Consiglio in carica Mario Monti trovasse la lanterna magica ed il genio si offrisse di pagare i due mila miliardi di debito che
abbiamo (hanno) accumulato ad oggi…a chi dovrebbe dare tutti questi soldi? Che scadenza hanno le “cambiali” firmate dai nostri governanti negli ultimi decenni? Chi sono i creditori? Forse, se
li conoscessimo tutti, potremmo tentare una transazione a stralcio, risparmiare un sacco di quattrini e iniziare una nuova era!

Giuseppe Danielli
Direttore Newsfood.com

Ecco l’email di Achille Colombo Clerici a Newsfood.com

Inizio messaggio inoltrato:
Data: 18 agosto 2012 09.01.42 GMT+02.00
Oggetto: Riserva Aurea Italiana- Banca d’Italia: plusvalenze 2011 di 13 miliardi, quasi due terzi del gettito Imu preventivato. Articolo pubblicato su “Italia oggi” del 18 agosto 2012
 
 L’oro della Banca d’Italia.

Plusvalenze di quasi 13 miliardi di euro nel 2011 per la rivalutazione dell’oro  ( quasi due terzi dell’intero gettito previsto quest’anno per l’Imu ).

« Si puo’ parlarne o gli italiani devono sentir parlare solo di imposta patrimoniale?

            *    *    *    *  

Articolo pubblicato su Italia Oggi del 18 agosto 2012. pag. 3

PERCHE’ NON PARLARE DELL’ORO DI BANKITALIA

 Achille Colombo Clerici

« Nel corso di una relazione tenuta alla cerimonia annuale dei Cavalieri del Lavoro della Lombardia, il prof. Alberto Quadrio Curzio,docente all’Universita’ Cattolica, ed uno dei
macroeconomisti piu’ autorevoli a livello europeo, ha avanzato l’idea che si utilizzi, per innescare la ripresa economica, la riserva aurea italiana al fine di garantire l’emissione di titoli
destinati a finanziare anche l’investimento in infrastrutture.

La consistenza di tale riserva e’ assai rilevante ed ammonta ad un totale di 80 milioni di once, per un valore complessivo di quasi 100 miliardi di euro.

Se solo se ne vincolasse allo scopo un 30 % ,si avrebbe una disponibilita’ di ben 30 miliardi.

Sul tappeto del dibattito c’e’ anche una proposta di istituire un Fondo finanziario europeo, con capitale costituito da riserve auree degli Stati membri, finalizzato ad abbattere il debito
pubblico e rilevare 2,3 trilioni di titoli di Stato Uem.

Qualche banchiere, abbastanza addentro alle segrete cose, mi ha subito escluso che cio’ si possa fare, nonostante l’emergenza della grave crisi economica e la ragionevolezza
dell’iniziativa.

L’oro non appartiene allo Stato italiano, bensi’ alla Banca d’Italia che e’ una societa’ per azioni, posseduta da alcune banche italiane; anche se poi esercita una funzione di interesse e
rilevanza pubblica, vigilando sulle banche .

Non solo, ma una manovra di tal genere richiederebbe l’autorizzazione della BCE che difficilmente la concederebbe.

Ora, mi chiedo.

Come ed attraverso quali operazioni e passaggi giuridici, si e’ costituita la riserva aurea in capo alla Banca d’Italia (che nasce come ente di diritto pubblico alla fine dell’Ottocento) ?

La riserva e’ stata all’origine presumibilmente conferita a Bankitalia dai vari istituti di emissione fondatori ( e l’oro degli Stati preunitari ? ), per permetterle di coprire, attraverso la
garanzia dell’oro, l’emissione della moneta, della cui funzione pubblica era titolare sin dalla sua fondazione ?

Ma c’e’ un’altra questione.
Come tale riserva finisce nel sistema bancario, in modo tale per cui oggi la sua disponibilita’ e’ assoggettata al sindacato della BCE ?

La questione non e’ chiara.

Tanto da far dire all’ex ministro Tremonti, in termini evidentemente politici o polemici, che l’oro e’ del popolo italiano ( opinione espressa anche da Tommaso Padoa Schioppa, al tempo in cui era
Ministro dell’Economia ); mentre dal punto di vista giuridico non lo e’ , perche’ l’oro non appartiene giuridicamente dello Stato Italiano.

Ho cercato informazioni in proposito, ma ho riscontrato che anche presso alcuni dei piu’ autorevoli esponenti del mondo bancario di mia conoscenza, regnano molta confusione di idee e
disinformazione.

Fa specie, poi, che due parlamentari abbiano presentato, nel gennaio di quest’anno, un’ interrogazione alla Camera, per sapere addirittura che fine abbia fatto quest’oro e dove sia fisicamente
custodito: e legittimamente lo chiedono in quanto esso sarebbe iscritto nel bilancio di Bankitalia, parzialmente con la dizione “crediti in oro”, per 95,92 miliardi ( con una plusvalenza di quasi
13 miliardi nell’ultimo anno ).
Crediti verso chi?

Insomma, gli italiani possono sapere qualcosa di certo e di esaustivo su questa questione o la storia dell’oro “dello Stato italiano” e’ un segreto, appunto di stato?

Almeno si sappia chi lo custodisce, non tanto l’oro, quanto questo segreto.»

Benito Sicchiero
per Newsfood.com

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