Riforma Ocm vino: passi avanti, non tutti nella direzione auspicata

Il Consiglio dei ministri agricoli dell’Unione Europea, mercoledì 19 dicembre, ha approvato a maggioranza qualificata la riforma dell’organizzazione comune di mercato del vino, a
giudizio di Confagricoltura, con il compromesso finale sono stati fatti sostanziali passi in avanti su alcuni capitoli, ma contemporaneamente rimangono dei percorsi in salita per la tutela del
nostro sistema vitivinicolo nazionale.

Positiva la riconferma del sistema di gestione del potenziale con i diritti di impianto, fino alla fine del 2015, e la possibilità per gli Stati membri di prorogare ulteriormente il
sistema fino al 31 dicembre 2018. Altrettanto positiva la riduzione della superficie estirpabile a 175 mila ettari. Il programma di estirpazione durerà tre anni ed è prevista una
maggiorazione dei fondi del 20 per cento in più nel primo anno e del 10 nel secondo. Saranno favoriti gli agricoltori che applicano l’estirpazione a tutta la loro superficie vitata e che
hanno più di 55 anni. Senz’altro opportuno, poi, l’ampliamento delle misure contemplate nel menù nazionale. Alle misure previste, ne sono infatti state introdotte altre
aggiuntive: un pagamento unico disaccoppiato per i viticoltori distribuito dagli Stati membri a loro discrezione; un aiuto accoppiato transitorio per quattro anni per i produttori che inviano i
loro vini alla distillazione per alcol da bocca; aiuti per la modernizzazione dei processi produttivi, per le infrastrutture e per lo sviluppo di nuovi prodotti. Inoltre, è consentito
agli Stati membri di finanziare la distillazione di crisi, a loro discrezione, con fondi dell’envelope nazionale.

La distillazione dei sottoprodotti è stata reintrodotta, senza però alcun aiuto per i produttori, ma solo per i distillatori. L’uso dello zucchero, che la Commissione voleva
inizialmente vietare, viene invece mantenuto, mentre l’aiuto ai mosti è stato concesso per quattro anni. Il compromesso ha confermato la possibilità per gli Stati membri di
escludere l’uso del vitigno in etichetta per i vini da tavola. Con questa riforma, la cui entrata in vigore è prevista per il 1° agosto 2008, l’Italia ottiene un aumento dei fondi a
disposizione, che potrebbero però non essere sufficienti per un’efficace applicazione delle misure innovative previste. Per Confagricoltura, la strategia finale che si delinea per il
settore vitivinicolo sarà senz’altro influenzata dalla capacità che ogni Stato membro dimostrerà in ordine alla gestione dei finanziamenti ottenuti.

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