Rifiuti: Coldiretti, nella spazzatura il 10 % della spesa a tavola
8 Ottobre 2008
Nel bidone della spazzatura finisce oltre il 10 per cento del cibo acquistato dagli italiani per un valore stimato in 560 euro per famiglia all’anno. E’ quanto stima la
Coldiretti nel commentare i dati divulgati dall’Istat sull’andamento delle spese per la gestione dei rifiuti in Italia nel sottolineare che sono soprattutto gli avanzi
quotidiani della tavola ad essere gettati nel bidone ma anche prodotti scaduti o andati a male.
Frutta, verdura, pane, pasta, latticini ma anche affettati sono – secondo la Coldiretti – tra i prodotti più a rischio.
A provocare un aumento degli avanzi a tavola sono i cambiamenti degli stili di vita con minor tempo dedicato alla preparazione e alla conservazione dei cibi ma anche al recupero degli
avanzi a tavola. Anche il crescente numero di single incide sulla produzione di rifiuti per la necessità di acquistare spesso maggiori quantità di cibo per la mancanza di
formati adeguati perché è facile dimenticare in fondo al frigorifero la confezione di latte aperto, la mozzarella, la confezione di insalata aperta, i tortelloni
iniziati, tutto inesorabilmente destinato a finire nella pattumiera.
Proprio perché di origine organica, quasi un terzo dei rifiuti urbani – sottolinea la Coldiretti – può essere restituito al suolo per migliorare la fertilità dei
terreni agricoli e la crescita delle piante. In pratica ogni italiano produce quasi 300 grammi di rifiuti organici la cui raccolta differenziata consente di evitare i problemi
ambientali determinati dall’abbandono in discarica.
La trasformazione dei rifiuti organici in fertilizzanti può avvenire attraverso impianti di compostaggio dai quali sono usciti in Italia circa 1,4 milioni di tonnellate di
compost di qualità da distribuire ai terreni. Una quantità che potrebbe triplicare con una maggiore attenzione alla verso la raccolta differenziata che, seppur in aumento,
si è fermata al 25,6 per cento. La produzione e l’utilizzo di compost in agricoltura derivante da rifiuti organici – rileva la Coldiretti – sono importanti per sopperire
alla crescente carenza di sostanza organica di cui è carente quasi il 50 per cento dei terreni italiani, oltre che per conservare la fertilità dei terreni agrari e
preservare gli equilibri ambientali.
Soprattutto dopo gli episodi di criminalità con lo smaltimento nei suoli agricoli di sostanze tossiche che si sono verificati anche recentemente, occorre però – avverte la
Coldiretti – vigilare sulla correttezza delle operazioni e sugli impianti di compostaggio. Le condizioni per la diffusione del compost in agricoltura – conclude la Coldiretti – sono
l’introduzione del sistema di rintracciabilità; l’indicazione in etichetta delle matrici utilizzate e dello stabilimento di provenienza; maggiori informazioni agronomiche in
etichetta (in riferimento alle tipologie di impiego); l’introduzione di un marchio legato al sistema produttivo; la diffusione del sistema di certificazione di prodotto.




