Riduzione fiscale sul Tfr e sulle indennità di fine rapporto

D: Che bisogna fare per farsi riconoscere dai sostituti d’imposta la riduzione fiscale prevista sul Tfr e sulle indennità di fine rapporto? Potete riepilogare tali benefici
riduttivi?

R: Perché tale riduzione sia riconosciuta dai sostituti d’imposta nel corso di ciascun periodo d’imposta i soggetti beneficiari del TFR, delle indennità equipollenti e delle altre
indennità e somme connesse alla cessazione del rapporto di lavoro dovranno attestare in forma scritta, su richiesta del sostituto d’imposta, di non aver già fruito di detta
detrazione in relazione ad altro rapporto di lavoro cessato nel medesimo periodo. La riduzione spetterà anche per le somme liquidate a titolo di acconto, mentre non competerà per
quelle erogate a titolo di anticipazione.

Per i lavoratori dipendenti che percepiscono le indennità di fine rapporto da un datore di lavoro che non riveste la qualifica di sostituto d’imposta, la riduzione spettante potrà
essere determinata in sede di dichiarazione dei redditi.
I benefici relativi alla riduzione dei contributi derivano dal D.M. del 20 marzo 2008 del Ministro dell’economia e delle finanze, in attuazione delle disposizioni recate dall’art. 2, comma 514,
della legge Finanziaria 2008, che appunto ha stabilito misure di riduzione del prelievo fiscale sulle indennità di fine rapporto, da applicare a decorrere dalle indennità il cui
diritto alla percezione sorge dal 1° aprile 2008.
Il D.M. del 20 marzo 2008 ha stabilito che l’IRPEF dovuta sul TFR sarà ridotta di:

– 70 euro se il reddito di riferimento non supera 7.500 euro;

– 50 euro, aumentato del prodotto fra 20 euro e l’importo corrispondente al rapporto tra 28.000 euro, diminuito del reddito di riferimento, e 20.500 euro, se l’ammontare del reddito di
riferimento è superiore a 7.500 euro ma non a 28.000 euro;

– 50 euro, se il reddito di riferimento è superiore a 28.000 euro ma non a 30.000 euro. La detrazione spetta per la parte corrispondente al rapporto tra l’importo di 30.000 euro,
diminuito del reddito di riferimento, e l’importo di 2.000 euro.

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