Pubblicità Danone: ci risiamo? – Actimel e Activia e …EFSA

Pubblicità Danone: ci risiamo? – Actimel e Activia e …EFSA

By Redazione

Si torna a parlare degli spot di Danone e della loro validità.

Come i lettori di Newsfood ricorderanno, l’Azienda era già stata chiamata in causa, tempo fa, per la pubblicità di Danacol (si vedano gli articoli citati nelle Note Finali).
Allora si parlò di messaggi ingannevoli, senza mettere in dubbio la documentazione che l’Azienda aveva prodotto a supporto dei suoi claims.

Al contrario, il caso attuale riguarda i dossier scientifici che l’Azienda ha sottoposto all’EFSA per la loro validazione, in relazione ai claims salutistici che caratterizzano le pubblicità di Actimel (“Rinforza le tue difese naturali…”) e Activia (“Aiuta a ritrovare la naturale regolarità…”).

La notizia che ha acceso i riflettori sulla questione è che Danone ha deciso di ritirare i dossier già inoltrati all’Efsa.
Sull’argomento, come è ovvio, le valutazioni sono discordi.

Scrive, infatti, Danone, in un suo comunicato:

Milano, 15 aprile 2010A seguito delle riprese sulla stampa italiana della comunicazione diffusa oggi da Danone Group sui risultati finanziari, Danone Italia precisa quanto segue:

Danone ha deciso di ritirare i dossier sottoposti a EFSA dopo che è stato annunciato per il prossimo primo giugno un incontro indetto da EFSA stessa con tutti i soggetti coinvolti, in primis le aziende. Questo incontro sarà l’occasione di un confronto tra le parti durante il quale EFSA preciserà meglio i criteri da lei adottati.
La decisione è perfettamente in linea con la posizione pragmatica di Danone riguardo all’implementazione della Regolamentazione Europea.
Lo stesso vale per lo scorso aprile 2009, quando sono state ritirate per la prima volta le domande per Actimel e Activia a seguito dell’annuncio di analogo incontro per il giugno 2009, e successivamente ripresentate.

Il procedimento di approvazione dei claim salutistici e nutrizionali è del tutto nuovo sia per EFSA che per le Aziende. Inoltre i requisiti richiesti da
EFSA per giudicare ammissibili i dossier scientifici, in molti casi già validati dalle autorità dei Paesi UE, non sono stati accompagnati da linee guida sufficientemente chiare sul tipo di studi considerati necessari.

Le decisioni assunte da EFSA l’anno scorso, successivamente al mese di giugno, hanno comportato in molti casi per le aziende la necessità di ritirare i
dossier presentati e di riformularli sulla base delle nuove richieste.

Danone Italia, mentre si dichiara certa di poter affermare che milioni di consumatori in tutto il mondo sono in grado di testimoniare i benefici che le diverse tipologie di yogurt e fermenti lattici Danone arrecano alla loro salute e al loro stato di benessere in funzione di loro specifiche esigenze, precisa che la comunicazione relativa ad Actimel e Activia nel nostro Paese non necessita di alcuna variazione a seguito del ritiro dei dossier.

A quanto par di capire, quindi, il problema non è da ricercare nei contenuti dei dossier, bensì nel fatto che l’EFSA, per dirla un po’ brutalmente, non avendo ancora le idee chiare su che cosa chiedere, costringe le Aziende a ri-presentare la documentazione, via via che sorgono “nuove richieste” le quali, inoltre, non sono accompagnate da “linee guida sufficientemente chiare sul tipo di studi considerati necessari”.
Quindi, con buona pace delle procedure previste e forte del fatto che “milioni di consumatori” hanno già goduto di un rafforzamento delle difese e hanno ritrovato la loro naturale regolarità, Danone Italia non cambierà gli spot in questione. Punto.

Di diverso avviso è l’ADUC (Associazione per i diritti degli utenti e consumatori):

“La Danone ha fatto sapere di voler ritirare da tutta Europa la propria pubblicita’ sui prodotti Actimel e Activia perche’ teme che se non lo fa da sola,
l’Autorita’ europea per la sicurezza alimentare (Efsa) glielo intimera’. Si tratta di una pubblicita’ impostata sui supposti benefici per la salute di questi prodotti. L’Efsa, che era gia’ intervenuta lo scorso febbraio esprimendo dubbi su questi messaggi, ha preannunciato un intervento censorio in merito. Intervento censorio che l’Asa britannica (agenzia di controllo sulla pubblicita’) ha gia’ preso in merito
.

Comprendiamo la delicatezza della questione e i grossi impegni economici della Danone nella pubblicita’ di questi prodotti iper-pubblicizzati, ma noi abbiamo piu’ a cuore l’informazione e la salute dei consumatori italiani che, in questo momento, sono ancora informati in modo discutibile, cosi’ come testimoniano anche gli specifici siti Internet di questi due prodotti. Per questo motivo, se non vedremo sviluppi a breve dovremo difenderci ricorrendo all’Antitrust.”

E l’Efsa? Qual’è il suo ruolo nella vicenda?

“Nel dicembre del 2006 i responsabili decisionali dell’UE hanno adottato un regolamento [(CE) n. 1924/06] in merito alle indicazioni nutrizionali e sulla
salute fornite sui prodotti alimentari. Il regolamento stabilisce norme armonizzate a livello comunitario per l’utilizzo delle indicazioni nutrizionali o sulla salute da apporre sui prodotti alimentari, sulla base di profili nutrizionali.

Uno degli obiettivi cardine del regolamento è quello di garantire che le indicazioni nutrizionali sulle etichette alimentari nell’Unione europea siano
chiare e corroborate da prove scientifiche. L’EFSA ha il compito di verificare le argomentazioni fornite in tal senso dai richiedenti per giustificare le indicazioni nutrizionali, che possono essere già in uso o il cui utilizzo viene proposto dal richiedente. Di queste informazioni si avvalgono poi la Commissione europea e gli Stati membri, cui spetta decidere se autorizzare o meno le indicazioni.”

Ed ecco alcuni brani di un comunicato EFSA del 25 febbraio scorso (testo completo nelle Note Finali):

“Le valutazioni del gruppo di esperti scientifici NDA sono state positive ogniqualvolta le indicazioni erano fondate su prove scientifiche sufficienti, come
quelle riguardanti vitamine e minerali. Gli esperti hanno tuttavia espresso pareri sfavorevoli sulla maggior parte delle indicazioni nella seconda serie a causa della scarsa qualità delle informazioni fornite all’EFSA, in particolare:

  • mancanza di informazioni per l’identificazione della sostanza su cui si basa l’indicazione, per esempio: “probiotici”;

  • mancanza di prove a sostegno dei vantati effetti benefici per il mantenimento o il miglioramento delle funzioni fisiologiche (per esempio, alimenti con “proprietà antiossidanti”);

  • mancanza di studi sull’uomo con misure attendibili dei vantati benefici per la salute.

L’EFSA collabora regolarmente con le parti interessate ed è consapevole dell’importanza di chiarire il procedimento seguito dal gruppo di esperti
scientifici NDA nel valutare le indicazioni. Un documento informativo descrive le procedure coerenti seguite dall’EFSA per la valutazione delle indicazioni di cui all’articolo 13, paragrafo 1, comprendenti l’uso di criteri scientifici uniformi per stabilire la fondatezza delle indicazioni e per la caratterizzazione degli alimenti.
Il documento (aggiornato il 17 novembre 2009) è disponibile sul sito web dell’EFSA.”

Newsfood seguirà con attenzione gli eventuali sviluppi.


Note finali

Le risposte di Danone sulla pubblicità Danacol: xe pezo el tacon del buso?

L’Antitrust sanziona le pubblicità di Danacol e Pro-Activ

Actimel

Activia

ASA Adjudication on Danone UK Ltd

L’EFSA pubblica una seconda serie di pareri sulle indicazioni “funzionali generiche” sulla salute

Briefing document for Member States and European Commission on the evaluation of Article 13.1 health claims

 

Dott. Alfredo Clerici
Tecnologo Alimentare

Newsfood.com

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