Produttori di pesche e nettarine: “La situazione è ormai insostenibile”
12 Luglio 2011
I Presidenti, i Direttori e i Commerciali delle Organizzazioni dei Produttori dell’Emilia-Romagna socie di CSO e aderenti al Tavolo Ortofrutticolo Regionale- TOR, si sono confrontate nella
settimanale riunione, per valutare l’attuale andamento di mercato della campagna di commercializzazione delle pesche e nettarine.
I disastrosi risultati commerciali della attuale campagna rendono la situazione ormai insostenibile per i produttori che da tre, quattro anni vedono i loro redditi annullarsi a causa dei bassi
prezzi praticati e dalla riduzione dei consumi .
I prezzi alla produzione di queste settimane non permetteranno neanche di remunerare le spese di produzione. Il perdurare di questo andamento negativo costringerà gli agricoltori a
drastici ridimensionamenti degli impianti, con il grave rischio di fare aumentare in futuro le importazioni di pesche e nettarine da altri paesi europei o da paesi terzi produttori.
Situazioni come questa rischiano di scatenare forti tensioni ma i produttori cercano di far prevalere il buon senso e stanno cercando di riequilibrare il mercato ricorrendo a tutte le misure di
gestione delle crisi messe a disposizione dalla normativa europea.
In applicazione ai vigenti regolamenti i produttori da lunedì ricorreranno ai ritiri dal mercato di importanti quantitativi di prodotto che verrà inviato principalmente alla
produzione di energia o al compostaggio.
“Il coro è unanime: questa è una decisione dolorosa per un prodotto di qualità che solo dopo 4 settimane di commercializzazione vive già, in tutta Europa, una crisi
senza precedenti”.
“Siamo consapevoli che la distruzione del prodotto non è la soluzione – sottolineano i partecipanti i partecipanti al Tavolo del TOR – ma è l’unico modo per non vedere i prezzi
alla produzione abbassarsi ulteriormente.
Le Op lunedi’ 11 Luglio, manifesteranno le loro preoccupazioni all’assessore Regionale Tiberio Rabboni ed alla Consulta Agricola Regionale chiedendo che le istituzioni regionali poiché
si facciano portavoce del disagio degli agricoltori.
I “produttori di salute” chiedono maggiore considerazione, chiedono di essere rappresentati nelle opportune sedi, nazionali e comunitarie, affinché siano recepite quelle proposte
già formulate che sono linfa vitale per questo comparto produttivo che rischia di sparire dai nostri territori nonostante oggi venga considerato una eccellenza regionale e nazionale.
Redazione Newsfood.com+WebTv




