Privacy: per la tutela dell'utente, 60 sanzioni applicate e 260 mila euro già pagati

Arrivano le sanzioni ai call center: il Garante della Privacy ha dichiarato guerra al trattamento illecito dei dati personali effettuato dai gestori di telefonia fissa e mobile, all’attivazione
di servizi non richiesti e alle telefonate pubblicitarie indesiderate.

E sono partite le prime sanzioni: ad oggi, infatti, sono sessanta i call center puniti e nella maggior parte dei casi le società telefoniche hanno scelto di risolvere il contenzioso in
modo rapido pagando il dovuto (che ha importo minore per chi non impugna la contestazione della violazione). Questo ha portato a raccogliere più di 260 mila euro dai maggiori operatori
telefonici (Telecom, Tele2, Fastweb, Wind, Eutelia, Tiscali), i cui call center non informavano in modo adeguato gli utenti contattati o agivano senza spiegare loro che stavano raccogliendo i
dati, per quali finalità venivano usati, se era obbligato o meno a comunicarli, quali erano i loro diritti.

Col risultato che, anche senza ricevere nessun consenso, gli operatori attivavano alla clientela servizi mai richiesti, da cui derivava la fatturazione sulla bolletta, il distacco della linea
telefonica e le lunghe attese per il passaggio a diverso operatore.

Il Garante, che aveva già intimato ai gestori di interrompere la condotta illecita, è passato ai fatti, sanzionando i call center che non informano l’utente sul trattamento dei
dati in modo chiaro e completo, registrando anche il suo eventuale diniego e la volontà di non essere contattato.
Le sanzioni previste dal Codice Della Privacy per chi non adempie ai suoi obblighi vanno da 3000 a 18.000 euro, che aumentano fino a tre volte in base alle condizioni economiche della
società.

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