Prezzi: bene l'intervento del Garante sul caro-carne che ha fatto crollare i consumi

Bene l’iniziativa di «Mister Prezzi» di intervenire sui rincari della carne, occorre fare massima chiarezza sul mercato e contrastare tutti gli aumenti artificiosi e le eventuali
speculazioni. Così si è espressa la Cia-Confederazione italiana agricoltori in merito alla decisione del Garante di convocare tutte le categorie interessate per analizzare le
cause che hanno determinato gli incrementi nel settore delle carni.

D’altra parte, proprio i rincari -avverte la Cia- hanno provocato nel 2007 una riduzione dei consumi di carne bovina (meno 3,8 per cento) e suina (meno 4,7 per cento), mentre la crescita negli
acquisti di pollo (più 6,2 per cento) va inquadrata in una situazione che ha visto il comparto in gravi difficoltà, con vendite a picco, per la psicosi provocata dall’influenza
aviaria.

Emblematico sul fronte dei rincari e il caso della carne suina che dalla stalla alla tavola aumenta del 540 per cento. Un rincaro di oltre cinque volte che i consumatori sono costretti a
pagare, mentre ai produttori arrivano solo le briciole, con la spada di Damocle dei costi che sono in continua crescita.
Oggi -sottolinea la Cia- i maiali «made in Italy» vengono pagati agli allevatori con un prezzo (1,2 euro il chilo) che, praticamente pari ad un terzo di quello praticato cinque anni
fa. Al consumo, invece, la carne suina arriva, mediamente, a 7,7 euro il chilo.

Un rincaro così appariscente dimostra come nella filiera agroalimentare molte cose non funzionino. Troppi -ribadisce la Cia- sono i passaggi che dilatano il prezzo. A rimetterci non sono
solo i consumatori, ma gli stessi allevatori, i cui redditi sono scesi in maniera esponenziale negli ultimi anni. E’ una situazione, insomma, che sta mettendo a rischio l’intero settore degli
allevatori suinicoli, che hanno dovuto, oltretutto, subire negli ultimi mesi un aumento dei costi per i mangimi a base di cereali dell’ordine del 40 per cento.

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