Presentata La Guida Michelin 2015 che diventa Social con la nuova App

Presentata La Guida Michelin 2015 che diventa Social con la nuova App

ellisMilano, Hotel Principe di Piemonte, martedì 4 novembre 2014
Con l’edizione numero 60, la Guida Michelin diventa social. In occasione della presentazione della Guida Italia 2015, infatti, è stato illustrata anche la nuova App  che permette di accedere a tutti i ristoranti recensiti in Guida, nonché condividere opinioni e foto con la comunità dei lettori, creare i propri preferiti ed essere guidati al ristorante scelto da itinerari a portata di click.
“Con il motore di ricerca multicriteri, MICHELIN Ristoranti propone, gratuitamente, la totalità dei ristoranti selezionati dagli ispettori della Guida Michelin – dice il direttore della comunicazione di Michelin, Marco Do -. Nella nuova App si trovano le recensioni degli ispettori, i servizi e le strutture presenti: accesso per disabili, parcheggio, aria condizionata, terrazza, i commenti degli internauti, le foto”.
La ricerca è semplice, immediata, personalizzata. Infatti si può cercare per: città, indirizzo, dintorni, prezzo, tipo di cucina, nome del ristorante, stelle, BibGourmand, servizi. I risultati sono visibili anche sulla mappa: dalla pagina del ristorante si accede direttamente alla visualizzazione dell’itinerario.
Un  conferma che dal 1956, data di pubblicazione della prima Guida MichelinItalia che però rappresentava un territorio compreso tra le Alpi e Siena, “è testimone dei cambiamenti del gusto e delle abitudini dei viaggiatori, dei servizi e delle strutture. In sessant’anni, sono cambiati profondamente il modo di viaggiare e le tecnologie – sottolinea Michael Ellis, direttore internazionale Guide Michelin -. Nel mondo sempre più connesso degli anni Duemila, la App Michelin Ristoranti è lo strumento social che Michelin ha voluto mettere gratuitamente a disposizione di tutti. Senza cambiare la missione di Michelin che resta quella di contribuire al progresso e allo sviluppo della mobilità, inventando soluzioni sempre nuove e al passo con i tempi, per rispondere alle necessità di tutti i viaggiatori”.

i nuovi stellati

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Passiamo adesso alla tradizione, alla Guida 2015 cartacea che con 332 stelle e 60 novità tra i ristoranti di qualità, l’Italia si conferma la seconda selezione più ricca al mondo. 

Partiamo dalle  tre stelle, con la conferma di tutti gli otto della scorsa edizione e, cioè:
Piazza Duomo di Alba, Da Vittorio di Brusaporto, Dal Pescatore di Canneto sull’Oglio, Le Calandre di Rubano, Osteria Francescana di Modena, Enoteca Pinchiorri di Firenze, La Pergola di Roma e Reale di Castel di Sangro.
39 i ristoranti con due stelle, con due new entry: Piccolo Principe di Viareggio e Taverna Estia di Brusciano, entrambi guidati da chef campani, il 34 enne Giuseppe Mancino che fa  coesistere nei suoi piatti creatività, raffinatezza, tecnica e ottime presentazioni; e il 31 enne Francesco Estia che con papà Armando, reinventa con grande capacità e finezza elementi della sua terra. Che si aggiungono a Antica Corona Reale da Renzo di Cervere, Villa Crespi di Orta San Giulio, Al Sorriso di Soriso, Combal.zero di Rivoli, Piccolo Lago di Verbania, Miramonti l’Altro di Concesio, Villa Feltrinelli di Gargnano, Devero Ristorante di Cavenago di Brianza, i milanesi Cracco, Il Luogo di Aimo e Nadia e Sadler, Antica Osteria Cera di Campagna Lupia, La Peca di Lonigo, Perbellini di Isola Rizza, St Hubertus di San Cassiano, Jasmin di Chiusa, Trenkerstube di Tirolo, Agli Amici di Udine, San Domenico di Imola, Bracale di Massa Marittima, Caino di Montemerano, Arnolfo di Colle di Val d’Elsa, Vissani di Baschi, Uliassi e Madonnina del Pescatore entrambi di Senigallia, La Trota di Rivodutri, i romani Oliver Glowing e il Pagliaccio, L’Olivo di Anacapri, Il Mosaico di Casamicciola Terme, Quattro Passi di Massa Lubrense, Don Alfonso 1890 di Sant’Agata sui due Golfi, Torre del Saracino di Vico Equense, La Madia di Licata, Principe Cerami di Taormina, i ragusani Duomo e Locanda Don Serafino.

Però perde le due stelle Il Rigoletto di Reggiolo (in restauro dopo i danni del terremoto) e non è più in guida mentre Il Desco di Verona e Il Pellicano di Porto Ercole passano da due a una stella.
27 sono i nuovi locali che conquistano la stella; mentre 23 la perdono, di cui sette per cessata attività.

Tra le 27 nuove entrate, spiccano singolarità come Le tre lune di Calenzano  dove  tre giovani amici toscani si sono ritrovati per realizzare insieme una grande cucina con prodotti di stagione e spunti francesi; la Macelleria Damini di Arzignano  che guadagna la stella con il ristorante  allestito all’interno di una  macelleria storica, appartenente alla quarta generazione di una famiglia di macellai per passione e competenza; il ristorante giapponese IYO di Milano dove i classici giapponesi vivono qui in un mondo fluttuante, in cui entrano interpretazioni fusion, creative e occidentalizzate, con un gran finale di dolci europei e frutti asiatici; L’Imbuto di Lucca, ristorante nel Museo d’Arte Contemporanea, dove lo chef Cristiano Tomei propone una cucina così creativa e fantasiosa da diventare un vero viaggio di sorprese per i visitatori del museo.

Un’altra novità che è stata evidenziata alla presentazione della  Guida 2015 “sono sempre più numerosi i giovani chef talentuosi che presentano cucine stimolanti, creative e ricche di contenuti. L’innovazione e la fusione con i sapori orientali rivelano una continua evoluzione del gusto. Potremmo attribuire la tendenza alla globalizzazione, forse – evidenzia il caporedattore della pubblicazione, Sergio Lovrinovich -. Ma quello che fa la differenza in Italia è che il cambiamento si armonizza perfettamente con gli “ingredienti” di base della nostra cucina, da sessant’anni e oltre: convivialità, attaccamento alla terra, qualità della materia prima, tradizioni famigliari. In una parola: passione.

Sono circa 370 le novità contenute nella 60a edizione della guida Michelin Italia, che propone ai suoi lettori oltre 6.500 esercizi distribuiti su più di 2.000 comuni. Intanto crescono i ristoranti che offrono un pasto semplice a meno di 25 euro. Sono 1.330 e rappresentano il 50 per cento delle segnalazioni.

296, poi, i BigGourmand, cioè esercizi che propongono una cucina di qualità, a carattere tipicamente regionale, con un menu completo a meno di 30 euro, con l’eccezione dei 35 euro  nelle città capoluogo e nelle località turistiche importanti.

La Lombardia conferma il suo primato per numero di stellati: 58 ristoranti. Seguono il Piemonte, con 39 ristoranti e la Campania, con 35 ristoranti. Le regioni più dinamiche, con 7 novità, sono la Toscana, quarta nella classifica generale con 30 stellati  e la Campania, insieme alla Lombardia la regione con il più alto numero di due stelle.
Le regioni con più ristoranti BibGourmand sono: Veneto (37), Emilia Romagna (34), Lombardia (31), Piemonte (30).
La Guida Michelin Italia 2015 offre una selezione dei maggiori alberghi per ogni fascia di prezzo, in grado di soddisfare le esigenze di ognuno tipo di viaggiatore. Gli alberghi sono 3.856, suddivisi in 6 categorie di confort: 37l  gran lusso e tradizione, 242 gran confort, 1.088 molto confortevoli, 1.397 di buon confort, 652 abbastanza confortevole, 440I forme alternative di ospitalità come agriturismi, B&B, residenze d’epoca.

Michele Pizzillo
Newsfood.com

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