Piemonte: AN confonde le consulenze con il precariato

Torino – «L’elenco distribuito ai giornalisti dal gruppo di AN non è formato da consulenti d’oro, ma da personale con contratto di collaborazione coordinata e continuativa,
vale a dire i CoCoCo, vale a dire con il precariato della Pubblica Amministrazione».

Così replica il Vicepresidente della Giunta Regionale, Paolo Peveraro, alla conferenza stampa del gruppo regionale di Alleanza Nazionale in tema di consulenze.

«Tali contratti – aggiunge Peveraro – sono in grandissima parte stipulati dai dirigenti regionali per sopperire alla cronica mancanza di personale dovuto ai reiterati blocchi delle
assunzioni.»

«Il fenomeno è talmente diffuso – continua il Vicepresidente – che la stessa finanziaria 2007 individua procedure da seguire per la stabilizzazione di queste lavoratrici e di
questi lavoratori. In altri termini: sono così tanti i precari nella Pubblica Amministrazione che Governo e Parlamento si stanno ponendo il problema e stanno individuando le possibili
soluzioni.»

Quanto alle osservazioni della Corte dei Conti, il Vicepresidente Peveraro sottolinea che: «è stata la stessa Corte dei Conti a prendere atto, nell’ultima relazione, della nostra
attività di contenimento della spesa per consulenze.» Le stesse cifre fornite da An (4,5 milioni) possono essere facilmente poste a confronto con i 19,1 milioni di euro certificati
dalla stessa Corte dei Conti per il 2004 (ultimo anno di amministrazione interamente sotto la Giunta di centrodestra guidata da Enzo Ghigo).

Nella sua relazione, è la stessa Corte dei Conti ad aggiungere che «Gli incarichi a supporto della Presidenza e degli Organi di direzione politica risultano giustificati e
conferiti ai sensi dell’art.17, comma 1, lett. G) della legge regionale 51/1997». E rileva anche che «nel motivare l’assenza di professionalità all’interno di ciascuna
Direzione e/o dell’Ente, si è assistito da un lato, ad una graduale maggiore responsabilizzazione dei Direttori regionali o loro preposti per una sempre più puntuale, «reale
e documentata» ricognizione sull’assenza di professionalità in grado di assolvere i servizi o le funzioni richieste, dall’altro è stata chiesta una puntuale giustificazione
e valutazione sulla congruità dei compensi da corrispondere in rapporto alle prestazioni richieste e all’utilità conseguita dalla Direzione».

Rispetto alla trasparenza, osserva Peveraro, «La Presidente e gli uffici hanno più volte chiarito che tutto il materiale è a disposizione dei Consiglieri, ma che lo Statuto
della Regione Piemonte e le leggi in vigore non consentono di trasmettere loro in modo indiscriminato l’intero parco della documentazione.»

Ultima osservazione: «Sviluppo Piemonte Turismo – conclude Peveraro – non è stata costituita per creare posti. Lo scopo è semplicemente di assorbire temporaneamente le
competenze e le professionalità dell’Osservatorio Turistico, nella fase transitoria dovuta alla liquidazione della Agenzia Turistica Regionale e in attesa della riforma della legge 51
che permetterà alla struttura di diventare parte integrante dell’organico regionale, come in tutte le altre Regioni d’Italia.»

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