Per l’Olio Extravergine d’Oliva non basta essere 100% italiano

Per l’Olio Extravergine d’Oliva non basta essere 100% italiano

Monini, marchio umbro dell’Extravergine d’oliva, per i prossimi due anni si impegnerà assieme ai soci del Consorzio di Garanzia dell’olio Extravergine di
Qualità affinché il protocollo “Alta Qualità” abbia un riconoscimento dal Ministero delle Politiche Agricole.

“L’origine non salva il prodotto: se non viene disciplinata si rischia un autogol” questa la posizione di Zefferino Monini, presidente dell’omonima azienda, espressa nel corso della conferenza
stampa che ha dato il via alla promozione dell’iniziativa “Alta Qualità”.

Secondo l’azienda spoletina, la nascita del riconoscimento di “Alta Qualità” per difendere l’olio Extravergine, voluta dal Consorzio di Garanzia dell’olio Extravergine di Qualità,
sarebbe un importante traguardo per valorizzare questo prodotto troppo spesso bistrattato.

La stessa Confagricoltura ha avvallato l’iniziativa in quanto messa in atto da una struttura di filiera integrata, dove la collaborazione tra produttori e grandi marche può
assicurare un impatto significativo ed efficace sul mercato mondiale come il Consorzio di Garanzia dell’olio Extravergine di Qualità.

Ciò che differenzia il riconoscimento di “Alta Qualità” rispetto ai numerosi progetti analoghi in atto è il coinvolgimento di tutti i protagonisti della filiera nella
stesura delle linee guida del nuovo protocollo di produzione dell’olio Extravergine d’oliva, dai produttori alla GDO.

Monini auspica che tale riconoscimento possa essere preso in considerazione dal Ministero delle Politiche Agricole, che a luglio ha approvato il nuovo regolamento sull’origine obbligatoria,
affinché si completi l’informazione nei confronti del consumatore in quanto “100% italiano” non sempre è sinonimo di alta qualità.

“Il problema è che occorreva produrre di più e meglio – aggiunge Zefferino Monini – e invece si è prodotto meno della metà di ciò che si è avuto
bisogno. Ed è per questo motivo che c’è stata la necessità di approvvigionarsi all’estero, con il risultato che abbiamo dato l’opportunità ad altri Paesi di crescere
e qualificare il proprio sistema produttivo. Ora non c’è altra strada se non l’alta qualità. Dobbiamo proteggerci, affinché l’immagine italiana resti forte e cresca e si
adegui nel contempo il sistema produttivo. Gli spagnoli sono “più audaci” e noi non possiamo più permetterci distrazioni.”

Per divulgare il messaggio dell’Alta Qualità il Consorzio invierà ad operatori del settore ed opinion maker mille bottiglie di olio Extravergine, ovviamente di alta
qualità.

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