Pasteris per il riconoscimento Dop del Fagiolo di Saluggia

Vercelli – Il fagiolo di Saluggia rappresenta senza ombra di dubbio una delle eccellenze territoriali di maggior qualità della Provincia di Vercelli. Tutela e valorizzazione
diventano strumenti indispensabili per salvaguardarne la coltura che riveste un’importanza sia economica che di identità.

Il fagiolo una volta veniva definito la «carne dei poveri», ora invece si è riscoperto e riabilitato per le sue preziose caratteristiche nutrizionali. Ovvero quelle di un
alimento ricco di proteine, povero di grassi e privo di colesterolo.

Il Sindaco di Saluggia Marco Pasteris tiene molto alla preziosa eccellenza del suo territorio. Al punto tale che, la notizia è di questi giorni, ha inviato una lettera al Ministero delle
Politiche Agricole Alimentari e Forestali per ottenere un parere circa la Denominazione Comunale di Origine (De.C.O.) del fagiolo saluggese. Appellativo ottenuto per intervento della precedente
amministrazione. Pasteris nella lettera chiede di fatto la possibilità di una sospensione del provvedimento. Tutto questo per verificare l’opportunità di ottenere per il legume la
più prestigiosa Denominazione di origine protetta, meglio nota con l’acronimo D.O.P. Il Dop, per chi non lo sapesse, è un marchio di tutela giuridica della denominazione che viene
attribuito – solitamente per legge – a quegli alimenti le cui peculiari caratteristiche qualitative dipendono essenzialmente o esclusivamente dal territorio in cui sono prodotti. Appartengono
ad esempio alla categoria Dop l’Aceto Balsamico di Modena, l’Arancia Rossa di Sicilia, le Mele della Val di Non, la Mozzarella di Bufala Campana, il Prosciutto di Parma, per un totale di 165
eccellenze territoriali.

Pasteris spiega: «L’amore per la terra e il lavoro dei campi è un invito non a nostalgici ritorni nel passato, ma a un’affermazione dell’agricoltura come base di una sana economia
nell’insieme dello sviluppo e del progresso civile. Il fagiolo di Saluggia rientra a pieno titolo in quest’ottica di sviluppo e progresso e il riconoscimento del marchio Dop rappresenterebbe un
risultato che questa terra laboriosa merita».

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