Parco del Roccolo, task force di agricoltori contro i “seminatori di immondizia”
7 Dicembre 2007
Non solo latte e mais, riso e grano, adesso gli agricoltori scendono in campo contro i “seminatori di immondizia”, è questo il succo dell’intesa siglata nei giorni scorsi per la tutela
del Parco del Roccolo che si estende per 1595 ettari (circa 16 chilometri quadrati ) tra i comuni di Arluno, Busto Garolfo, Canegrate, Casorezzo, Nerviano Parabiago.
“I nostri agricoltori – spiega la Coldiretti di Milano e Lodi – si sono impegnati a intervenire all’interno dell’area protetta per raccogliere i rifiuti abbandonati”. Individuato il sito da
ripulire, con una macchina digitale si scatterà prima una foto di come è stata trovata la zona, poi si procederà a far sparire la minidiscarica e si scatterà una
seconda foto per mostrare il risultato. L’immondizia sarà poi portata in un sito di stoccaggio mentre le immagini saranno presentate al Parco con l’indicazione della zona di intervento,
della data e dell’orario.
“In questo modo – spiega Orfeo Favotto, segretario di zona della Coldiretti di Milano e Lodi – pensiamo di offrire un’ulteriore garanzia di controllo e di efficienza, oltre a realizzare un
monitoraggio in termpo reale del territorio. Non dimentichiamoci che i nostri soci sono i primi ad essere interessati che la zona protetta rimanga pulita e fruibile anche perché l’80 per
cento della superficie del Parco è agricola”. Il resto, circa il 9 per cento è occupato da boschi, canali e strade. Tra le aree di maggiore pregio ci sono quelle in
località Brughierezza (tra i comuni di Casorezzo e Busto Garolfo), il Bosco del Roccolo (a Canegrate) e i Boschi di Arluno (nel comune di Arluno). “L’accordo siglato nei giorni scorsi –
spiefa Favotto – è il miglior esempio di come si possa avere il presidio e la valorizzazione del territorio proprio grazie a chi su quel territorio vive e lavora”. Il progetto per adesso
vede il coinvolgimento di tre aziende: quella di Giulio Giovesi a Parabiago, di Ernesto Panato a Canegrate e di Domenico Sonzogni a Busto Garolfo. Una prima azione anti discariche dovrebbe
partire entro Natale e proseguire nei prossimi mesi.
“Questa è la dimostrazione di come le aziende agricole possano fare anche altro, oltre che coltivare terreni e allevare animali – commenta Enzo Pagliano, direttore della Coldiretti di
Milano e Lodi – ci può essere la difesa della natura, come in questo caso, o anche l’apertura verso l’energia da fonti rinnovabili, il turismo, la didattica e la ricerca. Solo per
citarne alcune. Per questo la Coldiretti si è fatta promotrice e ha sostenuto in modo forte il Decreto legislativo 228 del 2001 che ha posto le basi di questo nuovo modo moderno di fare
agricoltura, un settore che ha ricchezza sociale e culturale, oltre che economica”.





