Pagamenti alle imprese, Toselli: «il Governo Prodi impone altri ritardi»

Equitalia o Iniquitalia?

Non è un semplice gioco di parole ma quello che si legge tra le righe è la possibilità concreta di non poter ricevere pagamenti dalle PA se non si è in regola con il
fisco.

Alcune aziende, potrebbero versi negato un pagamento per servizi/lavori prestati a Pubbliche Amministrazioni, nel caso avessero una pendenza verso il fisco.

Giuseppe Danielli

Direttore Newsfood.com

Torino – «Mentre Veltroni parla di semplificazione, l’uscente governo Prodi complica sempre più la vita delle imprese» così Pietro Francesco Toselli, consigliere
regionale di Forza Italia, commenta l’entrata in vigore di una nuova norma che impone alle pubbliche amministrazioni di sospendere i pagamenti dovuti a fornitori che non risultino in regola con
il fisco.

«In pratica – spiega Toselli – prima di effettuare un pagamento superiore ai 10.000 euro le amministrazioni statali ma anche la Regione e gli enti locali dovranno scrivere a Equitalia,
l’agenzia incaricata delle riscossioni, per sapere se a carico del beneficiario del pagamento vi è un inadempimento fiscale, cioè non ha pagato delle cartelle che gli sono state
notificate. Se Equitalia risponde negativamente o non risponde entro cinque giorni, l’amministrazione procede al pagamento. Se invece Equitalia risponde affermativamente si sospende
l’erogazione dei soldi per 30 giorni, dando il tempo a Equitalia di chiedere il pignoramento dei fondi».

Questa nuova procedura, entrata in vigore il 29 marzo, comporterà secondo l’esponente azzurro ulteriori ritardi nei pagamenti «che sono già tra i più lunghi d’Europa:
138 giorni contro la media Ue di 68 e i 41 giorni della Germania. E’ stato calcolato che ogni anno le imprese piemontesi si fanno carico di interessi per oltre 77 milioni di euro, a causa del
ritardato pagamento da parte delle amministrazioni pubbliche. Capisco la volontà di procedere con determinazione contro l’evasione fiscale, ma in questo modo si rischia di penalizzare
anche le imprese e i fornitori corretti, che spesso attendono già per mesi l’erogazione dei fondi a loro dovuti, a causa dei già lunghi passaggi burocratici per la
liquidazione».

Il provvedimento segue di pochi giorni quello relativo all’aggravio di incombenze burocratiche legate alle dimissioni di un lavoratore dalla propria azienda, che ora deve utilizzare un modulo
certificato, da presentare prima ai Centri per l’impiego, poi al datore di lavoro.
«Con l’uso delle telematica – conclude Toselli – si sarebbe potuto studiare un sistema molto più semplice, che non questo giro vizioso. E’ la conferma che la sinistra non ha a
cuore i problemi delle imprese e non si rende conto delle difficoltà che possono nascere da un eccesso di burocrazia, penalizzando la competitività delle nostre aziende rispetto a
quelle di altri Paesi».

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