Pacchetto clima, Legambiente: “Bene, ma si poteva fare di più”

By Redazione

 

“La strada imboccata dall’Europa è quella giusta anche se si poteva fare di più. L’accordo raggiunto sul pacchetto 20-20-20 fa ben sperare per la
riuscita di un impegno globale a Copenaghen ma gli obiettivi sono ancora lontani e bisogna andare oltre le buone intenzioni. A cominciare dall’Italia che si deve decidere a diminuire le
emissioni. I target stabiliti a Kyoto sono ancora vincolanti e questo nuovo accordo non eviterà le sanzioni agli Stati che non li hanno rispettati”.

Legambiente commenta così il via libero al cosiddetto pacchetto 20-20-20 da parte dell’Europarlamento a Strasburgo e avverte sul rischio di sanzioni per il nostro Paese, in
forte ritardo rispetto agli impegni del protocollo di Kyoto.

“Questo nuovo accordo – continua Legambiente – ha concesso fin troppo all’Italia, permettendole un impegno al ribasso visto che gli obiettivi di riduzione della CO2
sono calcolati in base ai livelli del 2005 e non a quelli del 1990. In pratica secondo Kyoto dobbiamo tagliare le nostre emissioni del 6,5% entro il 2012 mentre il nuovo pacchetto Ue
prevede un taglio del 5,1% entro il 2020. Se oggi dunque lo sforzo richiesto all’Italia appare gravoso, con le sanzioni lo sarà ancora di più e non
basterà limitarsi, come vorrebbe il governo Berlusconi, ad acquistare i permessi a inquinare piuttosto che investire nella riconversione del sistema industriale italiano e
nel rilancio della nostra economia. Acquistare crediti all’estero – aggiunge Legambiente – significa pagare per l’innovazione di paesi concorrenti senza avere alcun
ritorno né sulla riduzione dell’inquinamento, né sul taglio di spesa dovuto all’importazione di petrolio o gas, né sull’occupazione che nascerebbe
dallo sviluppo di un’economia rinnovabile”.

La strada da seguire secondo Legambiente è quella dettata dalla stessa Europa che nel Piano di ripresa economica – adottato nel vertice della scorsa settimana dai 27 governi
nazionali compreso il nostro – esorta gli Stati membri a orientare la propria azione verso investimenti ‘intelligenti’, nelle fonti rinnovabili e nell’efficienza energetica per
creare occupazione e risparmiare energia, nelle tecnologie pulite per rilanciare settori come l’edilizia e l’industria automobilistica sui mercati del futuro a basse emissioni di
carbonio, nell’infrastruttura e nell’interconnessione per promuovere l’efficienza e l’innovazione.

“Confidiamo che al prossimo summit – conclude Legambiente – non dovremo trovarci di nuovo a fare la figura del paese più miope e arretrato”.

 

Condividi su:

VISITA LO SHOP ONLINE DI NEWSFOOD