Oltre 200 trattori in azione nelle città della Romagna per il ripristino del Fondo di solidarietà nazionale

Oltre 200 trattori in azione nelle città della Romagna per il ripristino del Fondo di solidarietà nazionale

«Il mondo agricolo concorda sul fatto che il mancato rifinanziamento del Fondo di solidarietà nazionale sulle assicurazioni agevolate per le calamità naturali e per le
avversità atmosferiche rappresenti una grave minaccia per le produzioni». Per questo motivo questa mattina le organizzazioni agricole regionali Cia, Confagricoltura e Copagri hanno
portato in alcune città della Romagna oltre 200 trattori che hanno sfilato e organizzato un pacifico presidio per sollecitare il ripristino del Fondo di solidarietà
nazionale.

A Forlì Cesena in mattinata c’è stato il raduno dei trattori presso la frazione Ronco, poi il corteo si è mosso alle 10,30 verso il centro, transitando il piazza Saffi
di fronte al Municipio, raggiungendo poi la Prefettura dove il prefetto, assieme a presidente della Provincia e assessore all’Agricoltura, ha ricevuto una delegazione delle
associazioni.

Nel ravennate i trattori si sono dati appuntamento presso la sede di Faenza del Consorzio agrario provinciale e, dalle ore 10 fino alle ore 13, hanno effettuato un presidio sulla Circonvallazione
esterna Sud, il località Santa Lucia, in un frutteto fiorito proprio prospiciente alla via Emilia.

«Proprio oggi dovrebbe esserci il parere della Commissione bilancio per valutare se ci sono le risorse per rifinanziare il Fondo di solidarietà – ha detto Nazario Battelli,
presidente della Cia Emilia Romagna – e occorrono quelle risorse altrimenti le polizze assicurative costeranno 4 volte in più rispetto al 2008, impedendo di fatto l’accesso alle
assicurazioni da parte degli agricoltori che subirebbero già una grandinata al momento della sottoscrizione della polizza».

Il sistema realizzato con l’intervento del Fondo di solidarietà è uno dei più efficienti d’Europa, ricorda la Cia, e nella sola Emilia Romagna nel 2008 sono stati assicurati
prodotti per 951 milioni di euro. «Per assicurare produzioni di pari valore – precisa ancora Battelli – senza il Fondo l’agricoltura della nostra regione dovrebbe pagare qualcosa come 70
milioni di euro contro i 23 dell’anno precedente, con il costo delle polizze che verrebbe triplicato».

«Gli agricoltori emiliano romagnoli pagano oltre un quarto dei premi assicurativi rispetto al dato nazionale – dice Battelli – contribuendo in maniera sostanziale ad uno strumento
valido, moderno e che, oltretutto, garantisce allo Stato un notevole risparmio pari ad oltre 1,2 miliardi di euro».

Il Fondo di solidarietà nazionale – che non è uno intervento di assistenzialismo alle imprese – è uno strumento fondamentale che anche l’Unione europea considera idoneo
per sostenere le imprese agricole che, a differenza di altre, oltre alle difficoltà del mercato, subiscono condizionamenti dovuti a calamità naturali e ad eventi
imprevedibili.

Nel frattempo il Consorzio di difesa della provincia di Ravenna aprirà venerdì 20 marzo la campagna assicurativa; «purtroppo – conclude Battelli – ancora in assenza del
contributo del Fondo, ma con condizioni definite e verificabili dai produttori e con l’adesione di tutte le compagne di assicurazione».

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