Olive ascolane McDonald’s per una nuova Casa Ronald a Milano

Olive ascolane McDonald’s per una nuova Casa Ronald a Milano

Milano, 25 dicembre 2017

Il ritornello di questi giorni: “E’ Natale, dobbiamo essere tutti più buoni”.

C’è qualcuno che non aspetta le festività natalizie per essere più buono, lo è tutto l’anno dal 1974 e, in Italia, dal 1999. Si tratta di McDonald’s; si, proprio la catena di ristoranti, McDrive e McCaffè. Che, accanto alle insegne “sparate” in città piccole e grandi, ha pure un’insegna più discreta, meno nota, ma talmente straordinaria che permette di iscrivere il brand globale della ristorazione, nel piccolo ed esclusivo club dei benefattori dell’umanità.

 

Tutto avviene attraverso la Fondazione per l’infanzia Ronald McDonald che da noi opera in collaborazione con centri pediatrici di eccellenza per sostenere i bambini ammalati e le loro famiglie.

La Fondazione è presente in Italia con 4 Case Ronald, gestite direttamente – due a Roma, poi Firenze e Brescia – e 2 Family Room all’interno degli ospedali di Alessandria e Bologna, dove vengono gestite dal personale ospedaliero secondo le indicazioni date dalla Fondazione, per aiutare le famiglie a stare vicine ai propri bambini malati, dando ai genitori l’opportunità di trascorrere più tempo con il proprio figlio, interagire con il personale medico e partecipare alle decisioni importanti relative alla cure.

 

Queste strutture sono riuscite ad ospitare oltre 35.000 bambini e genitori, superando le 160.000 notti e consentendo alle famiglie ospiti un risparmio di oltre 2 milioni di euro in spese di alloggio. Per avere un’idea di cosa voglia dire, basta immaginare cosa può accadere ad un genitore che scopre che il proprio figlio è gravemente malato e, probabilmente, deve mettere in conto lunghi viaggi per le cure mediche, il rischio di perdere il lavoro, ansie crescenti e notti in auto per risparmiare.

Ecco perché per McDonald’s non c’è bisogno del Natale per essere più buoni. La multinazionale americana, a quanto pare, lo è sempre, più buona. Le festività natalizie, probabilmente offrono l’opportunità di sviluppare nuove idee. Così, per il 2017 la Fondazione McDonald ha pensato alle olive all’ascolana per raccogliere i fondi necessari per aprire una Casa Ronald a Milano e sempre senza eccessivamente sollecitare lo spirito solidaristico di aziende e singoli molto sensibili a questi temi.

Olive all’ascolana McDonald’s

Il metodo McDonald’s è molto semplice da praticare: acquistando in tutta la rete di McDonald’s italiani, una confezione di olive all’ascolana (costo al pubblico 2,50 euro), un euro è destinato alla Fondazione. Questa idea fu lanciata l’anno scorso, tanto che l’appetitoso piatto marchigiano permise a McDonald’s di raccogliere e donare 470.000 euro al Comune di Arquata del Tronto per la riqualificazione di aree sportive e ricreative danneggiate dal sisma.

E, pensare che l’obiettivo era quello di vendere 250.000 porzioni di olive; a fine campagna si arrivò quasi al raddoppio.

Fabio Calabrese, Presidente Fondazione per L’infanzia Ronald McDonald Italia

 

 

Anche quest’anno l’obiettivo è vendere lo stesso quantitativo di olive all’ascolana – hanno sottolineato il presidente della Fondazione, Fabio Calabrese, Tommaso Valle e Laura Panni di McDonald’s Italia, in occasione della presentazione dell’iniziativa a Milano – che produce un’altra azienda coinvolta nel progetto, SIA, che ha sede a Offida, in provincia di Ascoli Piceno, che McDonald’s vende in tutta Italia attraverso 500 ristoranti, 330 McDrive, 300 McCafè, 140 licenziatari a qualcosa come 700 mila clienti al giorno, che ogni anno consumano 200 milioni di panini, 28 milioni tra caffè e cappuccini e partecipano a 80 mila feste di compleanno.

L’80% di questi alimenti arriva da fornitori italiani, assicurando un importante sostegno al nostro settore agroalimentare anche attraverso il progetto “Fattore Futuro” che come è stato sottolineato di nuovo a Milano in occasione della manifestazione “Panorama d’Italia”, ha già permesso di selezionare 20 agricoltori impegnati in sette filiere produttive (allevamento bovini e polli, grano, insalata, patate, frutta, latte), con età compresa tra i 20 e i 40 anni, di essere fornitori di McDonald’s, con l’opportunità di venire in contatto con una realtà che opera su scala internazionale.

Mario Federico, amministratore delegato di McDonald’s Italia

Dice Mario Federico, amministratore delegato di McDonald’s Italia, “la nostra azienda è legato al made in Italy molto più di quanto si pensi. Ai produttori italiani offre ogni giorno l’opportunità di raggiugere un pubblico molto vasto e di tutte le età, assorbendo volumi di prodotto estremamente elevati. Due esempi per tutti: acquistiamo ogni anno quasi 120 tonnellate di Parmigiano Reggiano Dop, che rappresenta per antonomasia l’eccellenza del made in Italy e 360 tonnellate di mele dell’Alto Adige”.

 

E’ chiaro, a questo punto, che il sistema McDonald’s che si rifornisce per l’80% da fornitori italiani, è un interlocutore molto importante per l’agroalimentare nostrano. Aggiunge Federico: “nel 2015 abbiamo assunto un ulteriore impegno nei confronti del comparto agroalimentare, scegliendo di dare supporto ai giovani imprenditori agricoli italiani che oltre a diventare nostri fornitori, hanno anche l’opportunità di adottare tecniche innovative e buone pratiche agricole”.

Senza trascurare, poi, un aspetto dello studio condotto quest’anno dal centro di ricerca Arco collegato all’Università di Firenze con l’obiettivo di misurare l’indice Sroi (social return on investments) di Fondazione per l’infanzia Ronald McDonald sui suoi beneficiari e sugli stakeholder, è emerso che per l’anno fiscale 2016, la Fondazione ha generato un ritorno sociale di 3,15 euro per ogni euro investito.

Michele Pizzillo
Corrispondente da Milano
Newsfood.com

Leggi Anche
Scrivi un commento