OGM: Marini (Coldiretti), apprezzamento per firma decreto Zaia

OGM: Marini (Coldiretti), apprezzamento per firma decreto Zaia

By Redazione

Esprimiamo forte apprezzamento per la tempestiva firma del Decreto da parte del Ministro delle politiche Agricole Luca Zaia dopo la decisione assunta all’unanimità dalla Commissione
sementi che, entrando nel merito, ha negato l’autorizzazione alla coltivazione del mais biotech in Italia. E’ quanto afferma il Presidente della Coldiretti Sergio Marini nel commentare la firma
del decreto da parte del Ministro delle Politiche Agricole Luca Zaia dopo la decisione di negare l’autorizzazione alla domanda di iscrizione al registro di un mais ogm assunta dalla Commissione
per le sementi istituita presso il Ministero delle politiche agricole.

La decisione unanime della Commissione sementi – sottolinea Marini – ha un valore ancora maggiore se si considera che in essa sono rappresentate, oltre ai Ministeri delle Politiche Agricole,
della Salute e dell’Ambiente, le regioni italiane tra le piu’ importanti dal punto di vista agricolo che si sono pronunciati a favore di una Italia libera da ogm. Ci sentiamo in buona compagnia
essendo in Europa ben 21 su 27 i Paesi dove non si coltiva mais geneticamente modificato (ogm) mentre in Italia – precisa Marini – non c’è sondaggio dal quale non emerga che tre italiani
su quattro sono contrari e pertanto oggi plaudono a questa decisione.

Dall’analisi effettuata dalla Coldiretti sul rapporto annuale 2009 dell'” International Service for the Acquisition of Agri-biotech Applications” (ISAAA) emerge che la coltivazione ogm in Europa
interessa solo sei Paesi e riguarda solo il mais bt geneticamente modificato, la cui la superficie coltivata nel 2009 si è drasticamente ridotta del 12 per cento passando da 107719 ettari
a 94750 ettari , pari a molto meno dello 0,001 per cento della superficie totale di 160 milioni di ettari coltivati in Europa. Il flop nelle semine – prosegue la Coldiretti – si è
verificato in Spagna dove si coltiva l’80 per cento degli ogm in Europa (- 4 per cento), in Repubblica Ceca, Romania  e Slovacchia, mentre la Polonia ha mantenuto la stessa superficie
coltivata e solo per il Portogallo è aumentata.  

Il drastico crollo nei terreni seminati con organismi geneticamente modificati in Europa nel 2009 conferma che nel coltivare prodotti transgenici, oltre ai rischi per la salute e per l’ambiente,
non c’è neanche convenienza economica. Il fatto che, anche dove è possibile la coltivazione, gli agricoltori riducano le semine è la piu’ concreta dimostrazione che –
conclude la Coldiretti – per gli ogm attualmente in commercio non c’è quella miracolosa convenienza economica che le multinazionali e i loro “tifosi” propagandano.

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