Nucleare: Il Governo approva i criteri, ma non ci sono siti disponibili

Nucleare: Il Governo approva i criteri, ma non ci sono siti disponibili

Roma – Il governo ha approvato i criteri per la localizzazione delle centrali nucleari ma non ha individuato i siti dove costruirle. Il motivo e’ semplice: in vista ci sono le elezioni
regionali e indicare i luoghi dove allocarle potrebbe avere ripercussioni negative sul voto al centro-destra. Si sta attuando, quindi, le tecnica dello “spoglio del carciofo”, cioe’ una foglia
per volta: prima l’annuncio, poi i criteri e, dopo le elezioni, i siti, fermo restando che il gambo, ovvero il classico cerino, rimarra’ in mano al consumatore.

Il problema preoccupa per le ripercussioni elettorali regionali tant’e’ che il candidato del centro-destra in Veneto, il ministro alle Politiche Agricole, Luigi Zaia, ha gia’ dichiarato che di
centrali nucleari in Veneto non se ne parla proprio. Saremo interessati a sapere cosa ne pensa la candidata nel Lazio, Renata Polverini, visto che la regione e’ una di quelle papabili per
l’allocazione di un impianto atomico.

Al consumatore e all’utente conviene il nucleare?
No, non conviene, vale a dire che il costo dell’energia elettrica che si paghera’ sulla bolletta non subira’ variazioni. I costi di costruzione, smantellamento, allocazione delle scorie, sistemi
di sicurezza e gestione sono tali che alla fine non ci sara’ un vantaggio economico per l’utente finale. Il nucleare non e’ alternativo al petrolio, semmai lo e’ alle fonti rinnovabili, infatti,
in Francia, patria del nucleare, si consuma piu’ petrolio che in Germania. C’e’ il problema del cambiamento climatico, si dice. Si dimentica di aggiungere che il nostro nucleare produrra’ solo
4,5% del fabbisogno energetico complessivo e quindi non incidera’ sulla questione climatica. Non possiamo dipendere da fonti energetiche “estere”, si dice; si dimentica di aggiungere che non
abbiamo miniere di  uranio. Insomma, il nucleare ci sembra un bell’affare, pubblico e privato, e questo significa che il classico cerino rimarra’  tra le dita del consumatore.
  
Primo Mastrantoni, Aduc.it
Redazione Newsfood.com+WebTV – info@newsfood.com

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