Nel numero di novembre della Nuova ecologia: Legambiente a congresso

Roma – E’ dedicata all’ottavo congresso di Legambiente la copertina della Nuova ecologia di novembre, il mensile del cigno verde, in un vasto dossier, in vista dell’appuntamento
nazionale del 7, 8 e 9 dicembre, Legambiente racconta i suoi ventisette anni di vita: le storie, i volti e le passioni di chi “fa” l’associazione, la vive e la immagina, la incontra e la
costruisce.

Per spiegare la sua storia anche a chi non la conosce, ma anche e soprattutto per spiegare le ragioni del suo fare ambientalismo e di un appuntamento importante per guardare avanti e affrontare
nuove sfide, al passo coi tempi. Per andare oltre la denuncia e passare dalle domande alle proposte, perché è forte la consapevolezza che i problemi posti dall’ambientalismo
obblighino, oggi, a trovare risposte in tempi brevi.

Prima fra tutte tra le sfide di Legambiente c’è quella, scontata ma difficilissima, dei cambiamenti climatici e della loro accelerazione. C’è la necessità, per invertire i
processi che riguardano il ciclo delle emissioni climalteranti, di riuscire a spingere un cambiamento che riguardi le scelte dei governi ma coinvolga anche le persone. Il clima è una
chiave utile per ragionare del futuro delle città, di mobilità, stili di vita, agricolture e coste e per affrontare anche la seconda scommessa dell’associazione, che guarda
all’Italia e ai no di chi non vuole cambiare per mantenere privilegi: far percepire l’ambientalismo come una forza che si batte per l’interesse generale, che si occupa dei bisogni e delle
domande delle persone. Un ambientalismo che sia uno spazio di confronto e di iniziativa, che si spenda per avere più impianti eolici e solari, treni per i pendolari, parchi, piste
ciclabili e strade pulite, più raccolta differenziata e spiagge accessibili per tutti.

Fermare i mutamenti climatici, umanizzare l’economia e lo sviluppo, socializzare la conoscenza, valorizzare e mettere in rete le identità territoriali: gli obiettivi e le ragioni di
Legambiente sono ormai dei giganti culturali; la sfida è evitare che rimangano nani politici.

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