Negozi e Passaggi di mano: “buonuscite” milionarie in euro
31 Ottobre 2012
Milano, Date: Tue, 30 Oct 2012 09:39:21
Subject: Negozi – Passaggi di mano – Effetto distorsivo delle buonuscite e delle indennità di avviamento commerciale. – Colombo Clerici Assoedilizia ***
A s s o e d i l i z i a
– Notizie di cronaca:
nella nostra città molti negozi vedono il succedersi gradatamente di attività commerciali più competitive sul piano economico.
Dichiarazione del presidente di Assoedilizia e vice presidente di Confedilizia Achille Colombo Clerici:
« Per comprendere ciò che sta accadendo, al fine di disporre eventuali correttivi, occorre avere presente, ed indagare a fondo, i meccanismi e le dinamiche socio-economiche che danno
luogo al fenomeno.
Se ad un commerciante, che mantiene in vita con fatica un negozio, vengono offerti milioni di euro perchè lasci i locali a qualche “griffe”, è molto probabile che quel negozio
cessi di esistere.
Pensiamo ad esempio a molte attività non più competitive che vanno scomparendo nelle città: le mercerie, le cartolerie…
Sono in ballo due interessi preminenti:
-A) quello degli esercenti le attività che si trovano di fronte al dilemma di accettare “buonuscite” milionarie in euro (non previste da alcuna legge, ma che sono di prassi diffusissima
nel settore) e di andarsene piantando baracca e burattini ovvero di tirare a campare continuando attività spesse volte antieconomiche e gravate di imposte ed oneri
gravosissimi.
-B) quello dei proprietari locatori dell’immobile che debbono contemperare l’esigenza di redditività dell’immobile, con quella di evitare il pesante onere economico derivante per
legge da una linea troppo rigida nelle trattative sul rinnovo dei canoni.
Il problema della sopravvivenza dei negozi, nasce soprattutto dal distorcente fenomeno delle “buonuscite”; cioè quei versamenti plurimilionari che intervengono o per compensare il
commerciante che lascia liberi locali particolarmente appetiti sul piano dell’immagine o dell’indirizzo “griffato”.
Stesso condizionamento si verifica all’atto della cessione del contratto di locazione o in via autonoma, ovvero insieme all’azienda o al ramo d’azienda.
Questi meccanismi incidono pesantissimamente, per anni ed anni, come una vera “ipoteca”, sulla gestione economica dell’azienda stessa cessionaria che prosegue nell’attività.
Un vero e proprio doppio dell’ affitto.
Altro che affitti commerciali cari!
Meccanismo di buonuscita al quale peraltro il proprietario locatore è completamente estraneo.
Gli affitti commerciali, è bene ricordarlo, sono protetti da meccanismi legislativi volti ad impedirne il rincaro alla scadenza contrattuale. In sede di rinnovo del contratto, (dopo
dodici anni di vigenza) i canoni possono sì essere aumentati; ma, se l’esercente non accetta le nuove condizioni contrattuali, il proprietario gli deve un anno e mezzo del canone del
vecchio contratto a titolo di indennità di avviamento.
Mentre l’offerta della “buonuscita” (peraltro soggetta ad un trattamento fiscale vantaggioso) a chi esercita un’attività commerciale, laboriosa e soggetta ad oneri amministrativi e
tributari gravosi, da parte di operatori che spesso mirano ad acquisire punti commerciali strategici (“indirizzi griffati”) ai fini di un ritorno di immagine che surroghi la credibilità e
la attrattività storica tanto premianti in certi settori; l’offerta di buonuscita, dicevamo, è in grado di minare qualsiasi resistenza e qualsiasi ragione affettiva di chi gestisce
antiche attività, pur ricche di fascino e di tradizioni.
E’ dunque sul meccanismo distorsivo delle “buonuscite” e delle indennità di avviamento che occorre incidere in prima istanza per impedire cessazioni di attività e trasformazioni di
beni aziendali commerciali (anche aventi valore di beni culturali).
Anche il meccanismo del rinnovo contrattuale conseguente alla cessione del contratto e non alla semplice cessione del ramo di azienda subisce il pesante condizionamento della indennità di
avviamento.
In sede di trattative trilaterali, infatti, il proprietario ha di fronte il dilemma tra l’accettare nuove condizioni contrattuali di compromesso da un lato, e l’affrontare la scadenza naturale
del contratto esponendosi al rischio di pagare l’indennita’ di avviamento.»
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Redazione Newsfood.com





