Mozzarella di bufala: bene il commissariamento, la Cia lo ha chiesto per prima
19 Gennaio 2010
Il presidente Giuseppe Politi commenta il decreto annunciato dal ministro Luca Zaia. Bisogna garantire un ruolo adeguato dei produttori all’interno del Consorzio di tutela. Operare con efficacia
per rilanciare un prodotto di grande qualità che ha già subito pesanti danni economici e d’immagine.
“E’ un atto che condividiamo. D’altra parte, siamo stati i primi a sollecitare il commissariamento del Consorzio di tutela della mozzarella di bufala, in modo da assicurare l’efficacia del
progetto di rilancio e per garantire un più efficace coinvolgimento della parte allevatoriali nel Consorzio stesso, anche alla luce dell’esperienza di altri enti di tutela di produzioni
Dop e Igp”. E’ quanto sostenuto dal presidente della Cia-Confederazione italiana agricoltori Giuseppe Politi in merito al decreto annunciato dal ministro delle Politiche agricole, alimentari e
forestali Luca Zaia.
“Occorre operare – aggiunge Politi – con determinazione per ripristinare la legalità e per coinvolgere in maniera concreta gli allevatori che debbono svolgere un ruolo di primo piano. Per
questo chiediamo a Zaia che con il commissariamento si possa attuare un reale collegamento con il territorio e, quindi, con le aziende produttrici, ridando quella trasparenza che in questi anni
non c’è stata”.
“La Mozzarella di bufala campana Dop – ha rimarcato il presidente della Cia – è un prodotto importante di grande qualità e tipicità che va difeso e valorizzato. Dopo le ben
note vicende della diossina, che hanno provocato ingenti danni economici e d’immagine, pagati soprattutto dagli allevatori, occorrono interventi urgenti e politiche adeguate nelle quali
coinvolgere gli allevatori e l’intera filiera. C’è necessità di chiarezza proprio per garantire un reale rilancio. Bisogna fare in modo che i motivi che hanno portato al
commissariamento non abbiamo ulteriori conseguenze. Come Cia saremo ancora una volta impegnati per dare voce ai produttori e contribuire ad un reale sviluppo di questo prodotto strategico per
l’agricoltura campana e non solo”.
“L’intero settore – ha concluso Politi – è rappresentato, infatti, da oltre 3 mila imprenditori, da 370 caseifici, 1.900 allevamenti (250 mila capi di bestiame), di cui 80 per cento in
Campania e il restante 20 per cento nel basso Lazio, in Puglia e Molise, con un’occupazione che si avvicina ai 20 mila addetti. Da qui un commissariamento che renda il tutto più
trasparente, garantisca il rispetto delle regole e dia, appunto, forza al ruolo degli allevatori”.
Il “pianeta” mozzarella di bufala
Allevamenti
1.900 (80% in Campania e 20% nel basso Lazio, in Puglia e Molise)
Capi bestiame
250.000
Caseifici
370
Imprenditori
3.000
Totale addetti
20.000
Produzione
46.700 tonnellate (di cui 34.000 Dop)
Fatturato
300 milioni di euro





