Mozione al Senato contro l'aumento dei prezzi. Uso inutile e dannoso delle istituzioni

By Redazione

 

Firenze – E’ in corso nell’Aula del Senato il dibattito su una mozione bipartisan per l’istituzione di una commissione parlamentare straordinaria per la verifica dell’andamento
generale dei prezzi al consumo e per il controllo della trasparenza sui mercati. Oggi pomeriggio voteranno e presumiamo scontato il risultato.

Ci domandiamo quali ulteriori informazioni il Senato debba acquisire per informarsi e prendere coscienza dei problemi e delle politiche che fanno lievitare i prezzi in modo imprevisto,
almeno per quella parte che è di competenza “nazionale” e non sia frutto del disastro economico e politico in corso a livello europeo e mondiale.

Infatti i dati sono già in circolazione e forniti da vari osservatori pubblici e privati, tra cui “Mister Prezzi”, la Direzione generale per l’armonizzazione del mercato e la
tutela dei consumatori del ministero dello Sviluppo economico, l’Istat, l’Autorita’ garante della concorrenza e del mercato (Antitrust), l’Ismea etc..

Per contrastarne crescita e impazzimento, occorrerebbe intervenire a partire dalla riduzione della fiscalità eccessiva, dalla delegificazione, dalla de-corporativizzazione,
nonche’ dall’abolizione dei conflitti di interesse in particolare da parte delle amministrazioni locali che sono controllori e controllati delle varie societa’ che gestiscono quasi
tutti i servizi locali.

La commissione straordinaria prospettata ci sembra solo il classico prender tempo, mettersi la coscienza a posto e non affrontare il problema con l’urgenza che lo stesso richiede. La
politica di attenzione e scoraggiamento per l’aumento dei prezzi e servizi, dovrebbe partire proprio con la valorizzazione della funzione legislativa ed interventista del Parlamento, ma
sembra che cosi’ non sia, accontentandosi dell’ennesimo inutile osservatorio.

Vincenzo Donvito, presidente Aduc

 

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