Monastero di San Secondo, via libera della Provincia al secondo stralcio di interventi

Isola Polvese, 29 dicembre ’07 – Dopo il massiccio intervento di messa in sicurezza e consolidamento strutturale dell’intero complesso monumentale, San Secondo di Isola Polvese sta per
essere interessato da un secondo stralcio di opere, quelle consistenti nel completamento dei lavori di restauro e recupero funzionale del Monastero.

La Giunta provinciale di Perugia ha approvato il progetto complessivo, del valore di un milione e 765.000 euro, del secondo stralcio di interventi da attuare presso il complesso di San Secondo,
destinato a diventare Centro studi di didattica ambientale, integrato con il futuro sistema informatico di valorizzazione e promozione dell’area. Le opere di questo secondo stralcio
comprenderanno le lavorazioni architettoniche e di finitura, il completamento degli impianti (idrotermico, elettrico e fognario), nonché la fornitura dei corpi illuminanti, di parte
degli arredi e delle attrezzature occorrenti. A fini conservativi e di tutela, le lavorazioni saranno eseguite nel rispetto delle tecniche costruttive del monumento, con utilizzo dei materiali
originari, e secondo criteri e metodi conformi ai principi dell’architettura bio-ecologica. È inoltre prevista la prosecuzione degli scavi nell’area nord dell’abbazia, dove sono state
rinvenute tracce dell’antico chiostro; tali lavori sono funzionali all’espletamento delle indagini archeologiche, preliminari alla elaborazione del progetto di sistemazione degli esterni, che
verrà realizzato in uno stralcio successivo. Un’ulteriore prosecuzione degli scavi riguarderà l’interno del fabbricato, nel luogo dove sono stati rinvenuti una scala e un cunicolo
sotterraneo, attualmente pieno di detriti. Gli interventi interesseranno prevalentemente gli interni del monastero, che al momento mantengono invariata la destinazione d’uso prevista nel
precedente stralcio. Il progetto prevede l’impiego di materiali non tossici e non inquinanti, sia in fase di produzione che di futuro smaltimento, scelti in funzione di costi energetici
accettabili e prodotti in luoghi prossimi all’insediamento. «Con il restauro del Monastero di San Secondo (dei Monaci Olivetani) l’Isola Polvese si candida a divenire il centro strategico
ideale del sistema di servizi dedicati alla gestione/fruizione delle risorse naturalistiche e culturali anche nei territori afferenti nel distretto», sostiene l’assessore provinciale
all’Ambiente, Sauro Cristofani. Una volta restaurato nella sua parte strutturale, infatti, il Monastero diventerà un Centro studi, dove, grazie alle più moderne tecnologie
digitali, sarà possibile stabilire interconnessioni a vari livelli e fruire virtualmente del patrimonio ambientale del luogo.

Ricordiamo che la finalità generale del progetto è l’attivazione di un sistema di offerta organizzata e commerciabile di beni e servizi e di connessione fra gli stessi, reso
disponibile da un territorio per valorizzare la sua identità e la sua vocazione, allo scopo di aumentare la qualità della vita dei residenti ed il potere di attrattività
verso i turisti-ospiti intesi come residenti temporanei. L’obiettivo principale del progetto è il recupero di una funzionalità non più presente nell’Abbazia degli Olivetani
e la creazione di una serie di servizi interattivi-multimediali per la fruizione del territorio del Parco naturale dell’Isola Polvese e dell’area geografica circostante. Inoltre è al
vaglio anche l’ipotesi di restituire a qualche ordine monastico che manifesti interesse parte della struttura per restituirlo alla sua originaria vocazione. «In definitiva – prosegue
Cristofani – si punta alla realizzazione di un progetto complessivo di valorizzazione, che ponga al centro della progettazione la riqualificazione ed il recupero storico-architettonico e
paesaggistico dell’abbazia di San Secondo, restituendole la sua originaria fruibilità, integrando le esigenze della tutela ambientale con le esigenze antropiche e di sviluppo
dell’economia turistica locale, innescando e potenziando processi di sviluppo territoriale, attraverso la definizione partecipata di prodotti d’area, che incentivino il turismo e che promuovano
nuove opportunità imprenditoriali. In sostanza, per il Monastero di San Secondo si pensa ad un utilizzo a fini didattici e di ricerca, che passando per la creazione di un centro
multimediale approdi alla nascita di un vero e proprio museo virtuale dell’Isola e dell’intera area del Trasimeno».

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