Modena: Progetto di collaborazione tra Cia, Confagricoltura e Copagri

Modena – Una maggiore capacità nel determinare le scelte strategiche per il settore primario modenese, il migliore utilizzo delle risorse, un’unica voce per
rappresentare la maggior parte delle imprese agricole modenesi.

Sono questi i primi risultati che scaturiranno a seguito dell’intesa tra le organizzazioni agricole modenesi Cia, Confagricoltura e Copagri che rappresentano il 62 per cento delle
imprese agricole della provincia e il 65 per cento della produzione agricola. Stessa rappresentatività per quanto riguarda la Superficie agricola utilizzabile (Sau), mentre le
imprese associate occupano oltre il 70 per cento della manodopera impiegata in agricoltura a Modena.

Le tre sigle hanno presentato, nel corso di una conferenza stampa (erano presenti Adolfo Filippini, presidente provinciale Cia, Alberto Dallari Bondanini, presidente provinciale di
Confagricoltura, Giordano Toni, presidente provinciale di Copagri), un progetto di collaborazione “che ha elementi solidi di concretezza anche nelle sue fasi operative” e di
iniziative in cui pongono al centro le esigenze comuni delle imprese agricole.

E’ in fase di studio avanzato la condivisione di alcuni servizi in comune per migliorare la capacità e l’economicità degli stessi, una comunicazione efficace
con un unico portavoce sono solo alcune delle strategie che i sindacati vogliono mettere in atto.

“La gravissima situazione delle aziende modenesi richiede uno sforzo innovativo di risposta sindacale e professionale di alto livello e di eccellenza che superi definitivamente e
concretamente le anacronistiche barriere ideologiche del passato -hanno spiegato le organizzazioni agricole-  un intervento cioè che sia visibile e percettibile dalle
imprese del futuro, sul territorio e nel confronto con le Istituzioni che devono recuperare e valorizzare il ruolo dell’impresa agricola nell’economia provinciale, nella
società e quale presidio del territorio”.

In concreto le organizzazioni adotteranno il metodo della concertazione preliminare ad ogni confronto con le Istituzioni pubbliche, economiche e sociali, al fine di definire linee,
documenti e proposte comuni alle quali attenersi in tutte le sedi di confronto “fermo restando il principio che in caso di non condivisione ogni sigla potrà agire in
proprio nella massima lealtà reciproca”.

“Individueremo a tal fine, eventualmente, un portavoce comune e riconosciuto al quale affidare l’esternalizzazione delle decisioni e degli orientamenti alle istituzioni,
associazioni di categoria e i “media”. Cia, Confagricoltura e Copagri definiranno, inoltre, un metodo ed un’etica da adottare nei confronti degli enti pubblici e delle
Istituzioni “che deve avvenire in sede ufficiale”.

Questi, in sintesi, il percorso che scaturito dall’accordo:

  • Programmare iniziative comuni sui settori produttivi di maggiore interesse dell’economia agricola provinciale.
  • Prevedere e fissare riunioni congiunte periodiche degli Organi dirigenti, Presidenze, Giunte, Consigli su argomenti specifici di carattere sindacale e professionale
  • Costituire allo scopo Gruppi di interesse economico (Gie) congiunti per settori principali (Parmigiano Reggiano, vitivinicolo, cereali, associazionismo) composti da
    “imprenditori rappresentativi d’eccellenza” (convocati e coordinati da responsabili delle organizzazioni)
  • Valutare responsabilizzazioni di settore professionali condivisi comunemente ai quali affidare l’esame e lo studio di problematiche definite e relativa divulgazione interna
    (Caa-Centri di assistenza agricola, fiscalità, economico,  turismo rurale,  ambiente, aspetti giuridici,  formazione quadri,  lavoro dipendente) nella logica
    del miglior utilizzo e valorizzazione delle risorse umane, anche territorialmente.

Tra le prime tematiche da affrontare, i sindacati agricoli mettono il Consorzio agrario interprovinciale Modena-Bologna. “E una struttura economica che deve essere al servizio di
tutta l’agricoltura -hanno sottolineato- e occorre definire  strategia ed obiettivi comuni per  recuperare e rispondere alle esigenze delle imprese agricole su mezzi
tecnici, cereali, aggregazione di prodotto e recupero valore dalla filiera verso l’impresa agricola”.

A seguire c’è il tema Consorzio del Parmigiano Reggiano e l’aggregazione dei caseifici nonché la concentrazione del prodotto ed i rapporti con la Grande
distribuzione organizzata.

Il settore agricolo è inoltre esposto, più di altri, ai cambiamenti climatici che possono risultare deleteri non solo per le aziende agricole, ma anche per i consumatori,
con l’abbandono di colture, ad esempio il pero, troppo esposte al rischio grandine.

Occorrono interventi mirati che siano efficaci per le aziende e utilizzino al meglio le poche risorse disponibili: il ripristino di un adeguato rifinanziamento, del Fondo di
solidarietà nazionale è una priorità assoluta per le colture di pregio del modenese che consenta, con relativa poca spesa, di stipulare polizze a tasso agevolato.

Altri ‘titoli’ da tenere in considerazione: rapporti con la Federazione provinciale coltivatori diretti, Associazione allevatori, Consorzi di bonifica, strategie anticrisi e
Camera di commercio, Tavoli economici territoriali, rapporti con Amministrazioni locali. Infine, in vista delle prossime elezioni amministrative ed europee, le associazioni pensano ad
un documento programmatico che racchiuda i principali temi dell’agricoltura.

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